La Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha formulato richieste di condanna nel processo contro il presunto clan mafioso di Ortigia. Per Orazio Scarso, ritenuto il capo, sono stati chiesti 20 anni di reclusione. Altri imputati affrontano pene elevate, mentre per uno è stata chiesta l'assoluzione dall'associazione mafiosa.
Clan Ortigia: requisitoria DDA a Catania
Si è svolta un'importante udienza nell'aula bunker del carcere di Bicocca a Catania. L'evento giudiziario riguarda un'inchiesta su un presunto clan mafioso. Questo sodalizio criminale operava nel cuore storico di Siracusa, l'isola di Ortigia. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha concluso la sua requisitoria. I pubblici ministeri hanno presentato le richieste di condanna.
L'udienza si è tenuta davanti al giudice per l'udienza preliminare, Marina Rizza. I sostituti procuratori Fabrizio Aliotta e Alfio Gabriele Fragalà hanno esposto le loro argomentazioni. Le richieste riguardano quattro imputati. Questi avevano scelto il rito del giudizio abbreviato. Questo rito permette uno sconto di pena in caso di condanna.
Richieste di pena per i presunti affiliati
La pena più elevata è stata richiesta per Orazio Scarso. Questo uomo, di 57 anni, è considerato dagli inquirenti il leader del gruppo. La DDA ha chiesto per lui 20 anni di reclusione. Scarso è accusato di essere il capo del clan mafioso attivo a Ortigia. La sua difesa è affidata agli avvocati Matilde Lipari e Giuseppe Rapisarda.
Per Claudio Guzzardi, 38 anni, la richiesta è di 18 anni. I suoi legali sono Massimiliano Lipari ed Eugenio De Luca. Christian Fontana, 39 anni, assistito dall'avvocato Antonio Meduri, rischia 12 anni. La DDA ha richiesto questa pena per lui.
Una posizione diversa riguarda Andrea Sapienza, 41 anni. Difeso dall'avvocato Emiliano Bordone, i magistrati hanno chiesto la sua assoluzione dall'accusa principale. Si tratta dell'associazione di stampo mafioso. Tuttavia, è stata richiesta una condanna a 6 anni. Le accuse per lui sono di estorsione e porto d'arma.
Il rito abbreviato e le conseguenze
La scelta del rito abbreviato ha un impatto significativo sulle pene richieste. Questo procedimento giudiziario, previsto dal codice di procedura penale italiano, consente una riduzione della pena. In caso di condanna, lo sconto è di un terzo. Questo incentiva gli imputati a definire rapidamente la propria posizione processuale.
Le richieste della DDA riflettono la gravità delle accuse. L'associazione mafiosa e i reati collegati, come l'estorsione, sono considerati molto seri. La Procura mira a colpire le strutture criminali radicate nel territorio. Ortigia, con la sua vocazione turistica, rappresenta un obiettivo strategico per tali organizzazioni.
Prossime udienze e rinvio a giudizio
Il processo, dopo la requisitoria, è stato aggiornato. Sono state fissate due nuove udienze. La prima si terrà il 7 maggio, la seconda l'11 giugno. Queste date saranno dedicate alle discussioni delle difese. Gli avvocati degli imputati avranno modo di presentare le loro argomentazioni e chiedere l'assoluzione o pene più miti.
Per gli altri indagati, che non hanno scelto il rito abbreviato, la situazione processuale è diversa. La Procura distrettuale antimafia ha richiesto il loro rinvio a giudizio. Si tratta di soggetti che, secondo l'indagine, avrebbero agito come fiancheggiatori. O avrebbero agevolato, in vario modo, le attività del sodalizio criminale. La loro posizione sarà valutata in un processo ordinario.
La richiesta di rinvio a giudizio per questi individui era già stata formalizzata nei mesi precedenti. Il loro percorso giudiziario proseguirà quindi separatamente. Questo approccio permette di gestire in modo più efficiente i diversi filoni dell'inchiesta.
L'inchiesta e il contesto di Ortigia
L'indagine che ha portato a queste richieste di condanna è esplosa nell'estate del 2025. L'operazione aveva portato all'arresto di quattro persone. Coinvolti nell'inchiesta anche professionisti, funzionari pubblici e altri soggetti. Questi ultimi erano ritenuti in contatto con il gruppo criminale.
Secondo la DDA, Orazio Scarso avrebbe esercitato un controllo significativo. La sua influenza si sarebbe estesa nel cuore turistico di Siracusa. Le attività contestate includono estorsioni, intimidazioni e la gestione di affari illeciti. L'obiettivo era quello di mantenere un potere criminale nel centro storico.
Ortigia, con la sua bellezza e il suo flusso turistico, rappresenta un'area di grande interesse economico. Il controllo di questo territorio è vitale per le organizzazioni criminali. Le estorsioni e le pressioni sui commercianti sono strumenti comuni per finanziare le attività illecite. La DDA ha lavorato per smantellare questa rete.
La presenza di professionisti e funzionari suggerisce un possibile intreccio tra criminalità organizzata e settori apparentemente legali. Questo aspetto rende l'inchiesta particolarmente complessa e delicata. L'obiettivo delle indagini è sempre quello di fare piena luce su ogni forma di collusione.
La data del 24 Marzo 2026 segna un passaggio cruciale in questo procedimento. Le richieste della Procura rappresentano un punto di arrivo delle indagini preliminari. Ora spetta al giudice decidere sulle condanne, tenendo conto delle argomentazioni di accusa e difesa. La giustizia farà il suo corso per accertare le responsabilità individuali.
La vicenda giudiziaria sottolinea la costante attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata. Soprattutto nei centri storici e nelle aree ad alta vocazione turistica, dove l'impatto economico e sociale dei clan può essere devastante. La lotta alla mafia è un impegno continuo per garantire la sicurezza e la legalità sul territorio.
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