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La multinazionale farmaceutica Pfizer ha annunciato la chiusura del suo stabilimento a Catania, con conseguente perdita di 370 posti di lavoro. I sindacati esprimono forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, denunciando una scelta dettata unicamente dal profitto.

Abbandono del sito di Catania da parte di Pfizer

L'esito dell'incontro odierno non lascia spazio a interpretazioni. La multinazionale Pfizer ha formalmente comunicato la sua intenzione di abbandonare lo stabilimento situato a Catania. Non emergono prospettive concrete per una riconversione produttiva dell'area.

Questa decisione porta inevitabilmente alla conferma dei licenziamenti annunciati. Si profila inoltre la volontà di cedere l'intera struttura produttiva. I sindacati hanno espresso la loro posizione congiuntamente.

La comunicazione è giunta dopo un'audizione presso la Terza commissione dell'Assemblea regionale siciliana. L'incontro era focalizzato sulla vertenza in corso. Questa è scaturita dai 370 licenziamenti comunicati dalla nota azienda farmaceutica.

60 anni di storia cancellati per il profitto

Dopo più di sessant'anni di presenza in Sicilia, l'azienda ha costruito il proprio sviluppo. Ciò è avvenuto grazie alle competenze e alla professionalità dei suoi dipendenti. Ora, però, Pfizer sceglie di lasciare il territorio.

Questa scelta viene definita gravissima dai rappresentanti dei lavoratori. Essa ignora completamente ogni responsabilità sociale d'impresa. La decisione mette a serio rischio il futuro di centinaia di famiglie siciliane.

Le sigle sindacali firmatarie della nota sono Ugl Chimici, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. La loro denuncia sottolinea l'impatto negativo sulla comunità locale.

Futuro incerto per i lavoratori rimasti

Durante l'audizione, l'amministratore delegato dello stabilimento di Catania, Giuseppe Campobasso, è intervenuto da remoto. Egli ha ribadito la linea aziendale. Questa conferma quanto già emerso in precedenza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il disegno aziendale appare ormai chiaro e definito. Oggi si parla di 370 licenziamenti, ma le prospettive future sono cupe. È facile prevedere un futuro nero anche per i lavoratori che dovrebbero rimanere.

I sindacati hanno dichiarato che non permetteranno lo smantellamento di uno dei più importanti siti industriali della Sicilia. L'azienda, che per anni ha investito a Catania solo il minimo indispensabile, dimostra ora che il suo unico obiettivo è massimizzare i profitti.