Il processo per l'omicidio di Alessandro Rovetta, manager bresciano ucciso nel 1990 a Catania per essersi opposto alla mafia, inizia dopo 36 anni. In aula anche l'accusa di estorsione ad Alfa Acciai.
Omicidio Rovetta, il processo inizia a Catania
Il 7 luglio si aprirà la Corte d'assise di Catania. Si discuterà l'omicidio di Alessandro Rovetta. Il manager bresciano fu ucciso il 31 ottobre 1990. Fu ucciso insieme al collega Francesco Vecchio. Entrambi si rifiutarono di pagare il pizzo. Le richieste erano per le Acciaierie Megara. Rovetta era amministratore delegato. Vecchio ne era dirigente.
L'omicidio avvenne nel sito aziendale di Catania. A quasi 36 anni dal fatto, si celebra il processo. L'imputato principale è Aldo Ercolano. Ha 65 anni. È nipote del boss mafioso Benedetto Santapaola. Viene considerato l'alter ego dello zio. La procura lo ritiene il mandante. La sua azione sarebbe stata in concorso con persone non identificate. Rovetta aveva 38 anni. Vecchio ne aveva 52. Era originario di Acireale.
I due furono uccisi da sicari. Vennero esplosi quattro colpi di arma da fuoco. Il giudice per l'udienza preliminare di Catania ha rinviato a giudizio Ercolano. Ha accolto la richiesta della Procura generale. Questa aveva avocato a sé l'inchiesta nel dicembre 2024. La procura aveva precedentemente chiesto l'archiviazione più volte.
L'estorsione alle Acciaierie Megara
Ad Ercolano viene contestata anche un'altra grave accusa. Si tratta dell'estorsione alle Acciaierie Megara. Questa attività sarebbe iniziata dal 1991. Le acciaierie sono ora note come Acciaierie di Sicilia. Dopo la morte di Rovetta e Vecchio, le quote furono acquisite da Alfa Acciai. La Procura generale di Catania sostiene che i vertici di Alfa Acciai furono costretti a pagare. Amato Stabiumi ed Ettore Lonati sono le parti offese nel processo. Dovettero versare somme ingenti a Cosa Nostra. Il denaro sarebbe stato destinato alle famiglie mafiose di Catania, Caltanissetta e Palermo. Si parla di una cifra non inferiore a un miliardo di lire.
Il pizzo fu pagato. Tuttavia, Stabiumi e Lonati inizialmente lo negarono con forza. La verità emerse solo dopo. Furono contestati loro numerosi elementi probatori. Questi elementi smentivano le dichiarazioni iniziali. Lo ricordano gli inquirenti. La richiesta di denaro fu rifiutata da Rovetta e Vecchio. Questo rifiuto scatenò la violenta reazione di Cosa Nostra.
Coinvolti altri esponenti mafiosi
Oltre ad Ercolano, attualmente detenuto, altri imputati dovranno rispondere dell'estorsione aggravata. Tra questi ci sono Leonardo Greco. È ritenuto l'organizzatore dell'attività estorsiva. Vincenzo Vinciullo era il negoziatore. Antonio Motta e Francesco Tusa avrebbero avuto il ruolo di riscossori. La Procura generale di Catania ipotizza la partecipazione di figure di spicco di Cosa Nostra. Tra questi figurano Bernardo Provenzano, Pippo Ercolano (padre di Aldo), Nicolò Tusa e Luigi Ilardo. Tutti questi soggetti sono deceduti nel frattempo.
Domande frequenti sull'omicidio Rovetta
Chi era Alessandro Rovetta?
Alessandro Rovetta era un manager bresciano di 38 anni. Era amministratore delegato delle Acciaierie Megara di Catania. Fu ucciso il 31 ottobre 1990 insieme al collega Francesco Vecchio per essersi rifiutato di pagare il pizzo alla mafia.
Quando e dove si terrà il processo?
Il processo si aprirà il 7 luglio davanti alla Corte d'assise di Catania. L'imputato principale è Aldo Ercolano, nipote del boss mafioso Benedetto Santapaola, ritenuto il mandante del duplice omicidio e figura chiave nell'estorsione alle Acciaierie Megara.
Questa notizia riguarda anche: