La giustizia ha confermato la massima pena per due uomini accusati di un brutale omicidio avvenuto nel 2016 a Riposto. L'indagine ha svelato un movente complesso, tra passioni e interessi economici, riportando alla luce la figura di un noto sicario legato a fatti di cronaca passati.
Conferma ergastolo per omicidio a Riposto
La Corte d'assise d'appello di Catania ha ratificato la condanna all'ergastolo per Paolo Censabella e Antonino Marano. Quest'ultimo è noto alle cronache come il "killer delle carceri". La sentenza riguarda l'uccisione di Dario Chiappone, un giovane di 27 anni. Il delitto avvenne a Riposto la sera del 31 ottobre 2016. La vittima fu colpita con sedici coltellate. I colpi interessarono la gola e il torace.
La Procura distrettuale di Catania ha delineato un movente. Questo sembra intrecciare questioni passionali e interessi economici. Il movente sarebbe legato alla relazione che la vittima aveva con una donna. Questa donna era precedentemente legata sentimentalmente a Censabella. Le indagini sono state condotte dai carabinieri. Hanno operato il comando provinciale di Catania e la compagnia di Giarre. Il coordinamento è stato affidato al procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e al sostituto Santo Di Stefano.
Il passato criminale di Antonino Marano
Antonino Marano, un uomo di 82 anni, si vede confermato l'ennesimo ergastolo. La sua storia criminale è di lunga data. È stato un sicario di spicco della mafia catanese negli anni '80. È passato alla cronaca come uno dei "killer delle carceri". Ha operato insieme al sodale Antonino Faro. Era anche in contrasto con il rivale Vincenzo Andraus. Un episodio significativo avvenne nel carcere di San Vittore a Milano. Lì, con Faro, minacciò di avere una bomba. Insieme al complice, fece irruzione nella cella di Andraus. L'intento era ucciderlo usando un tubo della doccia. Questo tubo era stato staccato "con le mani".
L'obiettivo era "assassinare un infame". L'intervento dei secondini bloccò il tentativo di omicidio. Durante il processo che portò alla condanna di 17 anni di carcere per entrambi, i due non spiegarono chiaramente il movente. Marano affermò: "se Andraus fosse morto si poteva dire, ma purtroppo è vivo. Quando morirà ne riparleremo...".
Attentati e scontri in tribunale
Il 5 ottobre 1987, Marano e Faro furono vittime di un attentato. Questo accadde nell'aula della Corte d'assise di Milano. Durante la requisitoria del Pm Francesco Di Maggio, nel processo Epaminonda, il detenuto Nuccio Miano sparò diversi colpi contro di loro. Purtroppo, ferì due carabinieri.
Un tentativo di vendetta si verificò un anno dopo. Il 7 novembre 1988, nell'aula-bunker delle Vallette di Torino, si celebrava un processo contro il "clan dei catanesi". La Corte d'assise era presieduta da Gustavo Zagrebelsky. Da una delle gabbie, Marano lanciò una bomba carta contro le celle dove si trovavano i fratelli Nuccio e Luigi 'Jimmy' Miano. L'ordigno, costruito artigianalmente con esplosivo nascosto in un pacchetto di sigarette, non raggiunse il bersaglio. Colpì invece una canaletta elettrica e un termosifone in ghisa. L'esplosione danneggiò gravemente entrambi.
Domande frequenti
Chi sono Paolo Censabella e Antonino Marano?
Sono due uomini condannati all'ergastolo per l'omicidio di Dario Chiappone a Riposto nel 2016. Antonino Marano è noto come il "killer delle carceri" per il suo passato criminale.
Qual è stato il movente dell'omicidio di Dario Chiappone?
Secondo la Procura, il movente sarebbe stato sia passionale che economico, legato alla relazione della vittima con una donna precedentemente legata a Paolo Censabella.
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