Cosimo Coltraro: tra fiction TV e passione per il teatro
Cosimo Coltraro: dal set di "Vanina" al palcoscenico
L'attore catanese Cosimo Coltraro sta attualmente riscuotendo successo sul piccolo schermo, interpretando il personaggio di Salvatore Fratta nella serie televisiva "Vanina" in onda su Canale 5. Nonostante non sia un assiduo fruitore di serie TV, Coltraro ha saputo calarsi profondamente nel suo ruolo, studiando i romanzi da cui è tratta la fiction per comprenderne appieno la complessità umana.
Il suo personaggio, Salvatore Fratta, è centrale nella trama poiché responsabile della morte del padre della protagonista, un evento che ha dato il via alla carriera di Vanina nella polizia. La serie esplora sia i casi episodici sia l'ossessione di Vanina per catturare l'uomo che ha segnato la sua vita.
Aneddoti dal set e rapporti professionali
Nonostante la drammaticità del tema, le riprese di "Vanina" sono state caratterizzate da un clima di grande empatia e divertimento. Coltraro ha condiviso un aneddoto divertente legato al suo personaggio, dove un gioco di parole tra il cognome "Fratta" e il verbo siciliano "infrattarsi" (nascondersi) ha generato ilarità sul set.
L'esperienza sul set è stata ulteriormente arricchita dal rapporto con la protagonista Giusy Buscemi, descritta come molto cordiale. Le pause sono state un'occasione per scambiarsi consigli e aneddoti, rafforzando ulteriormente un clima di lavoro sereno e stimolante. Per molti attori siciliani, il set di "Vanina" ha rappresentato anche un'opportunità di ritrovarsi e collaborare.
Il teatro come scelta di vita e salvezza
Per Cosimo Coltraro, il teatro non è solo una professione, ma una vera e propria scelta di vita che lo ha sottratto a quella che definisce una "morte civile". Cresciuto in un contesto con poche opportunità culturali, ha trovato nella recitazione la spinta per emanciparsi da un'esistenza ordinaria.
L'attore confessa con emozione che «Il teatro mi ha salvato la vita», sottolineando il duro lavoro necessario per raggiungere i suoi colleghi e onorare questo debito verso se stesso. La sua filosofia artistica è chiara: «Prima devi essere uomo e poi forse sei attore».
L'anima dell'attore e il valore della memoria emotiva
Secondo Coltraro, la tecnica attoriale, seppur fondamentale, è solo un punto di partenza. L'autenticità dell'interprete si forgia nel tempo, attraverso le esperienze vissute e la capacità di portare sul palco la propria "memoria emotiva" e la propria anima. Solo così il teatro può diventare espressione di verità.
Le sue produzioni teatrali, come "All'alba del Terzo Millennio" o "Colapesce", sono esempi di come l'arte possa toccare corde profonde, stimolando riflessioni e immergendo lo spettatore in miti e identità culturali. Particolarmente significativo è "L'oro di San Berillo", che narra la storia di un quartiere storico di Catania e la sua "deportazione" negli anni '50, un racconto che tocca le corde dell'anima collettiva.
Consigli per i giovani e il ruolo educativo del teatro
Affrontando le sfide di un settore culturale spesso sottofinanziato, Coltraro rivolge un consiglio sincero ai giovani aspiranti attori: studiare nelle scuole più prestigiose e non cercare scorciatoie per la fama. Il teatro è un percorso di sacrifici, precario ma profondamente gratificante, capace di trasformare le esperienze, anche negative, in energia creativa.
Infine, sottolinea l'importanza del teatro come strumento educativo per il pubblico, in particolare per i giovani. La frequentazione delle sale teatrali, accanto agli spettatori più esperti, è vista come un modo per educare alla visione e al rispetto di un rito culturale. Una città priva di teatro, conclude, è una città che ha perso una parte fondamentale della sua anima.