Monitoraggio del Mar Ionio con nuova infrastruttura
Un innovativo cavo sottomarino, lungo circa 35 chilometri, è stato recentemente posato nelle acque del Mar Ionio, a largo delle coste di Catania. Questa avanzata infrastruttura rappresenta un significativo passo avanti per il monitoraggio degli ambienti marini profondi, consentendo una raccolta dati senza precedenti.
L'installazione è stata curata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nell'ambito del progetto Itineris. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il progetto mira a potenziare le infrastrutture di ricerca italiane e a integrarle nelle reti di monitoraggio europee.
Ricerca scientifica potenziata dal PNRR
Il nuovo cavo ottico è progettato per trasmettere dati in tempo reale, aprendo nuove frontiere per esperimenti in svariati settori scientifici, dall'oceanografia alla biologia marina. Il presidente dell'INGV, Fabio Florindo, ha sottolineato l'importanza di tali investimenti: «Investire in queste infrastrutture significa potenziare la capacità del Paese di comprendere e monitorare i processi naturali, contribuendo a sostenere una ricerca integrata a livello internazionale volta alla conoscenza e alla tutela dell’ambiente marino».
Florindo ha inoltre evidenziato come il progetto Itineris sia un esempio tangibile di come l'innovazione tecnologica possa supportare l'eccellenza nella ricerca scientifica, rafforzando la posizione dell'Italia nel panorama della ricerca marina globale.
Tecnologia avanzata per l'osservazione marina
Dotato di 24 fibre ottiche, il cavo collega una stazione a terra situata nel porto di Catania con il sito di osservazione denominato 'Western Ionian Sea' (Wis). Quest'ultimo si trova a circa 2.000 metri di profondità nel Mar Ionio occidentale e ospita diversi sistemi di monitoraggio per analizzare parametri come la sismicità, le correnti marine e il rumore ambientale.
La gestione dell'infrastruttura è una collaborazione tra l'INGV e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Fa parte del consorzio europeo EMSO ERIC, una rete di osservatori sottomarini che condividono dati e risorse per un monitoraggio globale. La direttrice del dipartimento Ambiente dell'INGV, Fabrizia Buongiorno, ha affermato che questa infrastruttura «rafforza in modo significativo le capacità di osservazione in mare profondo».
Davide Embriaco, responsabile dell'attività INGV Wis per il progetto Itineris, ha aggiunto che grazie a questo intervento la vita operativa dell'infrastruttura sarà estesa per almeno altri 20 anni, garantendo continuità alla ricerca scientifica in una delle aree più strategiche del Mediterraneo.