Cronaca

Catania: sei agenti feriti in carcere dopo aggressione

16 marzo 2026, 16:37 2 min di lettura
Catania: sei agenti feriti in carcere dopo aggressione Immagine generata con AI Catania
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Aggressione nel carcere di Catania

Un grave episodio di violenza si è verificato nella casa circondariale di Catania, dove un detenuto con presunti problemi psichiatrici ha aggredito diversi agenti della polizia penitenziaria. L'attacco è avvenuto utilizzando suppellettili di legno, causando il ferimento di sei operatori.

I fatti sono stati resi noti dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che ha denunciato l'accaduto. L'aggressore sarebbe un cittadino romeno, e si ipotizza un suo coinvolgimento nei recenti disordini che hanno interessato il reparto Nicito della struttura carceraria.

Gravi ferite per gli agenti

Tra i sei agenti rimasti feriti, due hanno riportato fratture significative: un sovrintendente ha subito la rottura di un braccio, mentre un assistente ha riportato una frattura alla mano. Un altro agente è stato colpito al volto con un'arma da taglio, riportando lesioni serie.

Gli altri tre agenti hanno invece subito diverse contusioni in varie parti del corpo. Tutti i feriti sono stati prontamente trasportati in ospedale per ricevere le cure necessarie e accertamenti medici.

Appello per lo stato di emergenza

Francesco Pennisi, dirigente nazionale del Sappe per la Sicilia, ha espresso profonda preoccupazione per la situazione, dichiarando che «la misura è colma» e chiedendo l'istituzione dello stato di emergenza per il corpo di polizia penitenziaria. Pennisi ha sottolineato l'impossibilità di continuare a operare in condizioni di tale precarietà e ha criticato la «totale assenza delle istituzioni».

Il sindacalista ha evidenziato come, mentre la politica discute, gli agenti finiscano quotidianamente in ospedale, ponendo un interrogativo drammatico sul futuro e sulla sicurezza del personale. La preoccupazione è che si debba attendere un evento ancora più tragico prima di intervenire.

Critiche al sistema penitenziario

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha ribadito l'inaccettabilità della situazione, affermando che la polizia penitenziaria paga il prezzo più alto per le lacune di un sistema che non tutela adeguatamente chi lavora in prima linea. Capece ha inoltre criticato la mancata garanzia di un percorso sanitario appropriato per i detenuti con patologie psichiatriche.

Secondo il sindacato, questi detenuti dovrebbero essere collocati in strutture sanitarie specializzate, anziché rimanere nelle sezioni detentive ordinarie, dove il rischio di episodi come quello accaduto aumenta esponenzialmente.

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