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La Procura generale di Catania ha richiesto la conferma dell'ergastolo per un infermiere imputato di due omicidi di pazienti. Le vittime morirono nel 2020 e 2021. Il processo d'appello prosegue.

Richiesta conferma ergastolo a Catania

La Procura generale di Catania ha inoltrato una richiesta alla Corte d'assise d'appello. Si chiede la conferma della condanna all'ergastolo per Vincenzo Villani Conti, un infermiere di 52 anni. L'uomo è accusato di aver causato la morte di due pazienti. I fatti si sono verificati mentre i pazienti erano ricoverati presso l'ospedale Cannizzaro.

Le persone decedute erano un'ultrasessantenne e un'ottantenne. La prima è morta il 2 dicembre 2020. La seconda è deceduta il 16 gennaio 2021. La sentenza di primo grado era stata emessa il 16 gennaio 2025. La richiesta di conferma è stata avanzata dalla sostituta procuratrice generale Miriam Cantone. Ha partecipato anche la sostituta procuratrice Alessandra Russo.

Le parti civili hanno aderito alla richiesta dell'accusa. Tra queste figurano i familiari delle vittime. Presenti anche l'associazione Codici e l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. Il processo riprenderà il prossimo 7 maggio. In quella data è prevista l'arringa difensiva. Gli avvocati Salvatore Liotta e Francesco Calabrese rappresentano la difesa.

Accuse e indagini sull'infermiere

Secondo quanto sostenuto dall'accusa, la causa dei decessi sarebbe stata la somministrazione di dosi elevate di sedativi. Questi farmaci sarebbero risultati letali. La somministrazione sarebbe avvenuta da parte dell'infermiere imputato. L'indagine è partita a seguito di una segnalazione alla Procura. La segnalazione è giunta da due medici. Uno era uno psichiatra, l'altro uno psicologo.

Questi professionisti avevano in cura l'infermiere. Dopo aver raccolto alcune sue confidenze, hanno manifestato dei sospetti. Credevano che fosse accaduto qualcosa di grave. Hanno quindi riferito tutto alla Procura. L'infermiere avrebbe dichiarato ai medici di sentirsi «mosso da uno stato di preoccupante distacco emotivo maturato nei confronti dei pazienti a causa del comportamento vessatorio dei superiori».

Un collegio di consulenti nominati dalla Corte ha espresso un parere. Secondo questi esperti, non vi sarebbe certezza assoluta. Non è provata la correlazione diretta tra la somministrazione dei farmaci e il decesso dei pazienti. Tuttavia, non è nemmeno esclusa. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile della Questura.

Sviluppi futuri del processo

La Corte d'assise d'appello dovrà ora valutare le argomentazioni presentate. La richiesta di conferma dell'ergastolo si basa sulle prove raccolte. La difesa avrà modo di presentare le proprie controdeduzioni. L'esito del processo d'appello è atteso con grande interesse. La vicenda ha scosso la comunità locale. Ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei pazienti negli ospedali.

La figura dell'infermiere è centrale in questo processo. Le sue motivazioni, se confermate, potrebbero aggiungere ulteriori elementi di complessità. Il distacco emotivo e le presunte vessazioni subite dai superiori sono aspetti delicati. Questi elementi sono stati portati a conoscenza degli inquirenti dai suoi stessi terapeuti. La decisione finale spetterà ai giudici d'appello. La prossima udienza è fissata per il 7 maggio.

La presenza delle parti civili, inclusi i familiari delle vittime, sottolinea la gravità delle accuse. L'associazione Codici e l'azienda ospedaliera Cannizzaro si sono costituite parte civile. Questo rafforza la posizione dell'accusa. La complessità del caso risiede anche nella valutazione scientifica. La correlazione tra farmaci e decessi è stata oggetto di perizia. I risultati non hanno fornito certezze assolute. Questo aspetto potrebbe essere cruciale per la difesa.