Il segretario generale della Cisl di Catania, Maurizio Attanasio, evidenzia la gravità della situazione sulla tangenziale catanese, chiedendo un nuovo asse viario e una gestione coordinata tra i vari enti.
Caos sulla tangenziale di Catania
La tangenziale di Catania è diventata una vera e propria prigione a cielo aperto. Le code chilometriche causano perdite di ore lavorative preziose. I danni economici per le imprese sono ingenti. Chi viaggia, specialmente verso l'aeroporto, subisce ritardi continui. Il costo del carburante aumenta a dismisura. Le ore passate in auto sono diventate insostenibili per molti. Lavoratori, pendolari e cittadini sono ostaggi di questa situazione. Le imprese lamentano disagi costanti.
La situazione attuale non è più tollerabile. È necessaria una nuova tangenziale. Ma non basta un semplice nuovo tracciato. Serve un modello gestionale che sia integrato e coordinato. Questo è quanto afferma Maurizio Attanasio. È il segretario generale della Cisl di Catania. La sua dichiarazione arriva dopo aver osservato il caos quotidiano. Il raccordo autostradale è paralizzato.
Lavori e criticità sulla viabilità
I continui lavori sulla tangenziale peggiorano la situazione. Spesso questi interventi non sono coordinati con i territori comunali. La presenza di cantieri e restringimenti di carreggiata è costante. Questo crea condizioni di forte criticità. Le ricadute sono pesanti. Si registrano impatti negativi sul piano economico. Anche il benessere psicofisico delle persone ne risente. Attanasio sottolinea questo aspetto.
Quella che dovrebbe essere un'infrastruttura strategica è un collo di bottiglia. La tangenziale collega le autostrade per Messina, Palermo e Siracusa. Permette anche di attraversare la città da nord a sud. Evita il centro abitato. È un nodo cruciale per la mobilità siciliana. Collega ferrovia merci, interporto e aeroporto. Ospita i principali poli logistici e commerciali. Purtroppo, oggi produce l'effetto opposto a quello previsto.
Proposte per una soluzione duratura
Le code chilometriche sono ormai una consuetudine. Iniziano alle sei del mattino e durano fino a metà giornata. Nei giorni di maggiore afflusso verso le aree commerciali, il problema si aggrava. Ogni rallentamento, o peggio, un blocco, genera effetti a catena. Il traffico viene paralizzato fino alle autostrade. Anche l'interno della città ne risente. Migliaia di persone restano intrappolate per ore. Questo è accaduto di recente.
La frammentazione delle competenze complica ulteriormente il quadro. La tangenziale di Catania coinvolge diversi livelli istituzionali. Le responsabilità sono distribuite tra ambito nazionale, regionale e locale. Manca un'adeguata concertazione tra gli enti. Le conferenze di servizi sono indispensabili. Servono per garantire un coordinamento efficace. È necessaria una regia condivisa degli interventi. L'urgenza è alta.
È indispensabile una pianificazione seria. Deve essere condivisa e trasparente. La sicurezza deve essere al centro. La continuità della mobilità è fondamentale. I diritti di lavoratori, cittadini e imprese vanno rispettati. Attanasio pone domande retoriche. È possibile avviare lavori senza conferenze di servizi? Un tratto autostradale così importante merita maggiore attenzione. Il coinvolgimento di tutti gli enti competenti è cruciale.
Quando Anas avvia interventi di manutenzione, è opportuno coinvolgere il Ministero dei Trasporti? E il CAS, la Città metropolitana, i comuni interessati? E il Comune di Catania? Questo permetterebbe di coordinare gli interventi. Si potrebbe creare un calendario condiviso. Si potrebbero predisporre percorsi alternativi. Il trasporto pubblico andrebbe potenziato.
Un nuovo asse viario per il futuro
Il numero uno della Cisl etnea propone un'altra soluzione. Bisogna affrontare con maggiore determinazione la progettazione. La realizzazione di una nuova tangenziale è necessaria. Un nuovo asse viario potrebbe partire da Acireale. Potrebbe ridisegnare il tracciato. Dovrebbe sostenere un flusso di veicoli superiore. Anche i mezzi pesanti dovrebbero essere considerati. Si teme che la Strada dell’Etna possa peggiorare la situazione.
La Cisl di Catania aveva previsto questa situazione. Già anni fa, insieme alle federazioni Trasporti ed Edilizia, aveva segnalato il problema. Continua a sostenere con forza la necessità di una nuova tangenziale. È fondamentale anche un modello gestionale integrato. La collaborazione tra i diversi enti è la chiave. I comuni interessati dal tracciato devono essere coinvolti. La Cisl continuerà a rappresentare queste istanze con determinazione. Lo farà in ogni contesto istituzionale.