Cronaca

Catania: 1,3 milioni per paziente morta dopo intervento

17 marzo 2026, 10:19 2 min di lettura
Catania: 1,3 milioni per paziente morta dopo intervento Immagine generata con AI Catania
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Sentenza Tribunale Catania: risarcimento danni

Il Tribunale di Catania ha emesso una sentenza che riconosce un risarcimento di oltre 1,3 milioni di euro ai familiari di una paziente deceduta nel 2015. Il decesso è sopraggiunto a seguito di gravi complicanze verificatesi dopo un intervento urologico. La decisione è stata resa nota dall'associazione Codici Sicilia.

La Quinta sezione Civile del tribunale ha accolto la domanda presentata dagli eredi della donna. L'assistenza legale è stata fornita dall'avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici Sicilia. La sentenza pone fine a un lungo iter giudiziario iniziato anni fa.

Complicanze post-operatorie: la dinamica

Secondo la consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale, la paziente era stata sottoposta a un intervento di ureterolitotrissia. Tuttavia, gli esami pre-operatori avevano già evidenziato la presenza di un'infezione urinaria in corso. Questa condizione, secondo i periti, avrebbe dovuto suggerire ai sanitari un rinvio della procedura chirurgica.

Il mancato rinvio e la prosecuzione dell'intervento hanno portato a un rapido aggravamento del quadro clinico. L'infezione si è estesa, causando un grave quadro settico. Questo è stato ulteriormente complicato da eventi emorragici, culminati nel decesso della donna poche settimane dopo l'operazione.

Riconoscimento responsabilità e giustizia ai familiari

L'associazione Codici ha sottolineato come il Tribunale abbia accolto la richiesta del legale degli eredi. È stato riconosciuto il risarcimento per la perdita del rapporto parentale, destinato ai familiari della vittima. Inoltre, è stato concesso il risarcimento per il "danno terminale", relativo ai quaranta giorni di sofferenza vissuti dalla paziente prima di spirare.

L'avvocato Manfredi Zammataro ha commentato la sentenza definendola un «importante riconoscimento di responsabilità sanitaria». Ha aggiunto che la decisione «restituisce giustizia ai familiari della vittima». L'avvocato ha ribadito l'importanza che le strutture sanitarie aderiscano scrupolosamente alle linee guida mediche e valutino attentamente le condizioni dei pazienti prima di procedere con interventi chirurgici.

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