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L'AST di Palermo affronta una crisi occupazionale con la scadenza dei contratti per 157 lavoratori somministrati. Solo 122 otterranno una proroga di due mesi, mentre 35 resteranno senza impiego. La decisione solleva proteste e richieste di dimissioni.

Crisi occupazionale all'AST di Palermo

L'Azienda Siciliana Trasporti (AST) di Palermo si trova al centro di una complessa situazione lavorativa. I contratti di 157 lavoratori somministrati giungono al termine. La scadenza segna un punto di svolta critico per il futuro di questi dipendenti.

La dirigenza ha comunicato una decisione che impatta direttamente sul personale. Molti temono per il proprio futuro professionale. La notizia ha generato preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie.

La gestione delle risorse umane è sotto esame. Le scelte compiute dalla direzione aziendale stanno suscitando dibattito. Si attendono chiarimenti ufficiali sulle motivazioni che hanno portato a tale esito.

Proroga per 122, 35 esclusi

La proroga dei contratti interesserà 122 dipendenti. Questi lavoratori vedranno esteso il loro rapporto di lavoro per circa due mesi e mezzo. La nuova scadenza è fissata per il 9 giugno. La proroga offre un respiro temporaneo, ma non una soluzione definitiva.

Per altri 35 lavoratori, invece, la situazione è ben diversa. Questi dipendenti non beneficeranno della proroga. La loro uscita dall'azienda è confermata. La decisione lascia un segno profondo tra chi non vedrà rinnovato il proprio contratto.

La distribuzione geografica delle esclusioni è significativa. A Palermo, 10 persone perderanno il lavoro. A Modica, sono 12 i lavoratori interessati. A Siracusa, 9 dipendenti non saranno confermati. A Catania, la cifra si ferma a 4. Le sedi di Messina e Trapani non subiranno riduzioni di personale.

Motivazioni aziendali: fabbisogno e urgenze

La decisione è stata formalizzata in una nota inviata alla società di somministrazione Temporary Spa (ora Attal group Spa). Il presidente Luigi Genovese e i consiglieri Claudia Rappa e Alessandra Scimeca hanno spiegato le ragioni. Hanno citato una «approfondita rivalutazione del fabbisogno aziendale».

Hanno inoltre fatto riferimento a «procedure organizzative interne connotate da carattere di urgenza e priorità». Queste motivazioni indicano una riorganizzazione interna. L'obiettivo è adattarsi alle nuove esigenze operative dell'azienda.

Le proroghe riguardano specifici profili professionali. Sono 82 gli operatori di esercizio coinvolti. Questi sono destinati all'impiego sui mezzi di proprietà dell'AST. Altri 40 sono operatori di manutenzione.

Complessità organizzativa e sospensione concorsi

Il Consiglio di Amministrazione (Cda) dell'AST ha definito il contesto attuale «di particolare complessità e delicatezza». La situazione è aggravata da un fattore esterno. È stata sospesa la procedura selettiva pubblica per operatori di esercizio.

Questa sospensione ha un impatto notevole. Rende difficile reperire risorse alternative in tempi brevi. L'obiettivo è garantire i livelli di servizio richiesti dall'utenza.

La continuità dei contratti di somministrazione è considerata «imprescindibile». Questo è un presupposto essenziale. Serve ad assicurare la regolare erogazione del servizio pubblico. Evitare ripercussioni negative sull'operatività è una priorità.

Proteste dei lavoratori e richieste all'ARS

I lavoratori dell'AST non restano a guardare. Hanno annunciato un'azione di protesta. Martedì prossimo, in concomitanza con l'audizione del presidente Genovese in commissione Mobilità dell'Ars, organizzeranno un sit-in. Il presidio si terrà davanti a Palazzo dei Normanni.

L'obiettivo è attirare l'attenzione delle istituzioni regionali. Chiederanno un intervento diretto del presidente della Regione Renato Schifani. Si auspica una soluzione per la nuova crisi che sta attraversando l'azienda.

Le richieste dei lavoratori vanno oltre. Chiederanno esplicitamente le dimissioni del presidente Genovese. La tensione tra la dirigenza e i dipendenti è palpabile.

La replica del Presidente Genovese

Il presidente dell'AST, Luigi Genovese, ha risposto alle notizie apparse sulla stampa. Le ha definite «non solo imprecise, ma fuorvianti». Ha respinto le critiche rivolte all'attuale governance aziendale.

«Il Cda sta dando esecuzione a un piano di risanamento definito», ha affermato Genovese. Questo piano è stato approvato nel 2024. La sua approvazione è avvenuta in tutte le sedi aziendali, sindacali e istituzionali. È stato poi recepito anche in sede parlamentare.

Il piano prevede una significativa riduzione della produzione chilometrica. Questo comporta inevitabilmente effetti sull'organizzazione e sui livelli occupazionali. Tali effetti erano noti fin dalla fase di approvazione del piano stesso.

Noli a caldo e parco mezzi AST

Genovese ha chiarito la questione dei «noli a caldo». Ha precisato che l'AST è titolare di oltre 12 milioni di chilometri. Il contratto vigente è dal 1° luglio 2025. Nessun ricorso al subappalto o affidamento a terzi è mai stato effettuato.

Il piano originario prevedeva l'immissione in servizio di 80 autobus usati e 60 nuovi entro il 2025. Questa ipotesi, risalente a novembre 2024, non si è realizzata nei tempi previsti. Attualmente, il parco macchine dell'azienda non ha potuto raggiungere l'obiettivo strategico.

Nel corso del 2025, l'AST ha visto la fuoriuscita di circa 70 autobus Euro 3. Questi mezzi non possono più circolare. La combinazione di questi fattori ha reso necessario un incremento del ricorso al nolo. Questo servizio è operativo da ottobre 2024.

Tuttavia, è in fase di completamento l'iter per l'acquisto di 50 autobus usati. Questo permetterà di ridurre radicalmente il ricorso al nolo. La situazione del parco mezzi è quindi in evoluzione.

Assunzioni, promozioni e razionalizzazione

Riguardo al concorso per il personale e alle presunte promozioni, Genovese ha sottolineato un limite storico. L'AST è stata limitata per circa vent'anni da un divieto legislativo di nuove assunzioni e progressioni di carriera. In questo quadro normativo, il ricorso alla somministrazione era l'unico strumento per sostituire il personale in uscita.

Non risultano operazioni di promozione o manovre organizzative che abbiano inciso sulle casse aziendali nei termini descritti dalla stampa. La gestione del personale è stata vincolata da normative preesistenti.

Genovese ha concluso affermando che non esistono tagli discrezionali operati dall'attuale governance. La richiesta di quantificazione degli esuberi è un passaggio tecnico necessario. Serve a razionalizzare l'organizzazione aziendale. Il Cda sta semplicemente eseguendo un piano già approvato nelle sedi istituzionali competenti. La fonte della notizia è ANSA.

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