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La Federazione Armatori Siciliani (FAS) ha ottenuto incontri con le istituzioni regionali e nazionali per affrontare la crisi del caro carburanti. La mobilitazione prevista per il 1° maggio è al momento in fase di valutazione.

Incontro con la Regione Siciliana

La Federazione Armatori Siciliani (FAS) ha ricevuto una convocazione ufficiale. L'incontro si terrà presso la sede dell'Assemblea regionale siciliana a Catania. Il presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, ha fissato l'appuntamento per le 13:00 di oggi. Alla riunione parteciperà anche una delegazione della Cisal. Le due organizzazioni avevano minacciato uno sciopero per il 1° maggio. La protesta era stata indetta contro l'aumento dei costi del carburante. Questo problema sta mettendo in seria difficoltà i settori della pesca e dell'agricoltura.

Segnali dal Governo nazionale

La FAS ha comunicato di aver ricevuto anche un segnale di apertura dal Governo nazionale. È stata confermata la disponibilità a incontrare una delegazione del comparto. L'incontro è previsto per il 30 aprile. L'obiettivo è avviare un confronto diretto sulle criticità emerse. Si discuteranno anche le misure richieste dagli armatori. Questi sviluppi confermano la validità delle istanze presentate. Dimostrano una crescente attenzione istituzionale verso la crisi. La situazione economica del Mezzogiorno è seriamente compromessa.

Valutazione della mobilitazione

La mobilitazione annunciata per il 1° maggio nello Stretto di Messina è ancora in fase di valutazione. Potrebbero partecipare fino a 100 pescherecci. Le imbarcazioni proverrebbero sia dalla Sicilia che dalla Calabria. La decisione finale dipenderà dagli esiti degli incontri istituzionali. La Federazione Armatori Siciliani ribadisce il proprio senso di responsabilità. L'organizzazione è disponibile a sospendere l'iniziativa. Questo avverrà solo se dagli incontri emergeranno risposte concrete. Le risposte dovranno essere immediate e coerenti con le richieste avanzate. La vertenza rimane aperta. Il comparto attende segnali chiari. Sono necessari interventi strutturali per garantire la sostenibilità economica delle imprese. La situazione attuale rischia di compromettere la sopravvivenza di molte attività nel settore marittimo e agricolo.

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