Cronaca

Selinunte: Pescatori minacciano blocchi stradali per il porto ostruito

17 marzo 2026, 10:57 5 min di lettura
Selinunte: Pescatori minacciano blocchi stradali per il porto ostruito Immagine generata con AI Castelvetrano
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I pescatori di Marinella di Selinunte annunciano proteste radicali, inclusi blocchi stradali, se i lavori di dragaggio del porto non inizieranno entro una settimana. L'incuria istituzionale ha portato alla paralisi della flotta e a un grave danno economico per la comunità.

Porto di Selinunte: emergenza posidonia e blocco attività

La situazione nel porto di Marinella di Selinunte è diventata insostenibile per la comunità dei pescatori. Un accumulo massiccio di posidonia e sabbia ha ridotto drasticamente la profondità dei fondali. La navigazione è diventata un'operazione estremamente rischiosa, mettendo a repentaglio la sicurezza delle imbarcazioni e degli equipaggi. La maggior parte della flotta peschereccia è attualmente inattiva. Questo blocco prolungato sta avendo conseguenze devastanti per decine di famiglie. Molti pescatori sono rimasti senza reddito da diversi mesi. Nonostante l'assenza di entrate, devono continuare a sostenere i costi fissi. Questi includono la manutenzione delle barche e il pagamento dei contributi obbligatori.

I pescatori hanno espresso la loro frustrazione attraverso un comunicato ufficiale. Hanno definito la situazione un «monumento all’inerzia istituzionale». La loro pazienza è esaurita dopo mesi di convivenza forzata con il problema. La loro protesta è stata formalizzata con una diffida inviata alla Regione Siciliana. L'avvocato Lorenzo Rizzuto sta seguendo la vicenda per conto del comitato spontaneo dei pescatori. La Prefettura di Trapani è stata informata dell'escalation della protesta. La gravità della situazione richiede un intervento immediato da parte delle autorità competenti.

Protesta imminente: blocchi stradali e serrata generale

I pescatori di Selinunte hanno fissato un ultimatum: se entro sette giorni non verranno avviati i lavori necessari per la pulizia e il dragaggio del porto, le proteste entreranno nella fase più dura. L'annuncio è perentorio: «O entro sette giorni iniziano i lavori al porto di Marinella di Selinunte o sarà paralisi totale». Le azioni di protesta previste sono significative e mirano a paralizzare l'economia locale. Verranno organizzati blocchi stradali. Questi bloccheranno gli accessi alla borgata marinara di Selinunte. Saranno bloccati anche gli accessi al rinomato parco archeologico. Questo avrà un impatto diretto sul turismo, una delle principali fonti di reddito per la zona. Inoltre, è stata annunciata una serrata generale. Questo coinvolgerà tutte le attività commerciali e turistiche legate all'indotto della pesca. I pescatori intendono segnalare un «lutto economico» per la loro comunità. La loro protesta vuole evidenziare il danno economico subito.

La decisione di intraprendere azioni così drastiche è il risultato di una lunga attesa e di una crescente sfiducia nelle istituzioni. I pescatori si sentono abbandonati e ignorati dalle autorità regionali. La loro protesta non è solo una richiesta di intervento tecnico, ma anche un grido di dolore per la crisi che sta colpendo la loro categoria. La loro attività, fondamentale per l'economia locale, è messa a rischio dall'incuria e dalla burocrazia.

Inchieste e sospetti: speculazione sugli appalti

La vicenda del porto di Selinunte assume contorni ancora più complessi alla luce di recenti sviluppi giudiziari. L'ingegnere Giancarlo Teresi, in servizio presso l'assessorato regionale alle Infrastrutture, è stato coinvolto in un'inchiesta. Questa inchiesta riguarda anche i lavori eseguiti nel porto di Marinella. I pescatori ritengono che questi interventi non abbiano risolto il problema dell'accumulo di posidonia. Anzi, sospettano che ci sia stata speculazione. Il comitato spontaneo denuncia: «Mentre la marineria muore, qualcuno ha speculato sulla nostra pelle attraverso appalti opachi e interventi mai risolutivi». Questa accusa è grave e suggerisce un possibile malaffare dietro la gestione dei fondi destinati alla manutenzione del porto. La mancanza di trasparenza negli appalti è un tema ricorrente nelle lamentele dei pescatori. Essi chiedono chiarezza e giustizia.

La frustrazione dei pescatori è alimentata dalla percezione di essere stati sfruttati. Hanno visto risorse pubbliche impiegate in modo inefficace, mentre la loro attività veniva compromessa. La loro richiesta non è solo tecnica, ma anche etica. Vogliono che vengano accertate eventuali responsabilità. Vogliono che chi ha agito in modo improprio venga chiamato a risponderne. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ingegnere Teresi aggiunge un ulteriore livello di preoccupazione. I pescatori chiedono che venga fatta piena luce su tutti gli aspetti legati alla gestione dei lavori portuali.

Il ruolo del Comune e della Regione Siciliana

Nonostante il dialogo intrapreso con il sindaco di Castelvetrano, comune a cui appartiene la borgata di Marinella di Selinunte, la competenza sulla gestione del porto rimane saldamente nelle mani della Regione Siciliana. I pescatori riconoscono gli sforzi del primo cittadino. Tuttavia, sottolineano che le decisioni e gli interventi risolutivi dipendono dall'amministrazione regionale. La Regione Siciliana è vista come l'ente responsabile della lentezza burocratica. È vista anche come l'ente che non ha fornito soluzioni adeguate fino ad ora. La diffida inviata all'assessorato regionale competente è un chiaro segnale di sfiducia. I pescatori sperano che la pressione esercitata attraverso l'annuncio delle proteste possa accelerare i processi decisionali.

La situazione evidenzia le complessità della gestione delle infrastrutture portuali. Spesso coinvolge diversi livelli di governo e una burocrazia stratificata. I pescatori si trovano intrappolati in questo sistema. La loro sopravvivenza economica è legata a interventi che tardano ad arrivare. La loro protesta mira a rompere questo stallo. Vogliono che la Regione Siciliana prenda atto dell'urgenza della situazione. Vogliono che vengano stanziate le risorse necessarie per risolvere definitivamente il problema dell'insabbiamento e dell'accumulo di posidonia. Il futuro della marineria di Selinunte dipende da questo.

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