Castelnuovo don Bosco ha reso omaggio a Enza Pareglio, deportata nei lager nazisti, intitolandole una piazza. Un angolo è stato dedicato anche a sua madre, fucilata mentre cercava notizie della figlia.
Commemorazione del 25 aprile a Castelnuovo don Bosco
Le celebrazioni per il 25 aprile hanno visto un importante riconoscimento a Castelnuovo don Bosco. La comunità ha deciso di dedicare uno spazio pubblico a Enza Pareglio. La donna era stata deportata in un lager nazista a Linz nel 1944. Questo gesto sottolinea la memoria di un periodo buio della storia.
L'intitolazione non si è fermata a Enza Pareglio. Una parte della stessa piazza è stata dedicata anche a Catterina Nicola. Lei era la madre di Enza. La donna venne fucilata mentre si recava a chiedere informazioni sulla figlia. La figlia non era infatti rientrata a casa. Questo tragico evento evidenzia la brutalità della guerra.
Presenti istituzioni e associazioni per l'intitolazione
La cerimonia di intitolazione si è svolta con la partecipazione di diverse autorità. Erano presenti rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi, l'assessore regionale Marco Gabusi. La sua presenza ha conferito solennità all'evento. L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio di un'importante associazione. Si tratta dell'associazione nazionale Toponomastica femminile.
L'associazione Toponomastica femminile è presieduta da Maria Pia Ercolini. A Castelnuovo don Bosco, l'associazione era rappresentata da Giovanna Cristina Gado. La sua presenza ha sottolineato l'importanza del riconoscimento. Il lavoro di queste associazioni è fondamentale per preservare la memoria storica. Soprattutto quella delle donne che hanno vissuto eventi drammatici.
Il valore della memoria storica e femminile
L'intitolazione di questa piazza a Enza Pareglio e a sua madre Catterina Nicola ha un forte valore simbolico. Rappresenta un tributo alle vittime della violenza nazista. Offre anche un riconoscimento alla forza e al coraggio delle madri. Donne che hanno affrontato perdite inimmaginabili. La scelta di Castelnuovo don Bosco di dedicare uno spazio pubblico a queste figure è un esempio di impegno civile.
Questo gesto contribuisce a mantenere viva la memoria storica. In particolare, la memoria delle donne che hanno subito persecuzioni. L'associazione Toponomastica femminile si impegna attivamente per questo. Valorizzare i luoghi dedicati a figure femminili è un passo importante. Aiuta a costruire una narrazione storica più completa e inclusiva. La storia di Enza e Catterina merita di essere ricordata.
Un tributo alle vittime e alla resistenza
L'evento di Castelnuovo don Bosco si inserisce nel contesto delle celebrazioni per la Liberazione. Il 25 aprile ricorda la fine dell'occupazione nazifascista in Italia. Dedicare una piazza a Enza Pareglio, vittima della deportazione, e a sua madre Catterina Nicola, vittima della violenza, è un atto di giustizia storica. Si onorano coloro che hanno sofferto. Si celebra anche la resistenza contro l'oppressione.
La memoria di queste donne ci ricorda l'importanza di difendere i valori di libertà e democrazia. La loro storia, seppur tragica, è un monito. Ci spinge a non dimenticare gli orrori del passato. E a lavorare per un futuro più giusto. L'intitolazione della piazza a Castelnuovo don Bosco è un passo significativo in questa direzione. Un modo per non dimenticare.