Cronaca

Castelmarte: cooperativa inclusiva rivitalizza il borgo

15 marzo 2026, 16:16 2 min di lettura
Castelmarte: cooperativa inclusiva rivitalizza il borgo Immagine da Wikimedia Commons Castelmarte
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Castelmarte: riapre storica cooperativa

Nel piccolo comune di Castelmarte, un borgo di circa 1.250 anime situato nell'Erbese, è stato riavviato un progetto di inclusione sociale che mira a contrastare lo spopolamento. La storica cooperativa di consumo, fondata nel 1920, ha riaperto i battenti grazie all'iniziativa della Cooperativa «Noi Genitori».

L'intervento ha permesso di recuperare il bar e l'emporio di alimentari nel cuore del paese, offrendo nuovi servizi essenziali alla comunità. L'obiettivo è duplice: fornire un punto di riferimento per gli abitanti, soprattutto anziani, e creare opportunità lavorative per persone con fragilità e disabilità.

Progetto "Legami": inclusione e lavoro

Il progetto, denominato «Legami», vede la cooperativa sociale «Noi Genitori», attiva da trent'anni nel migliorare le condizioni di vita delle persone svantaggiate, gestire i locali rinnovati. L'iniziativa ha ricevuto il plauso del sindaco Elvio Colombo, che ha sottolineato l'importanza di questo recupero per la vitalità del centro abitato.

«È una bella giornata per un paese come Castelmarte perché è un cerchio che si chiude», ha dichiarato il primo cittadino. «Ora bisogna sostenere questi ragazzi». Il sindaco ha ricordato come la chiusura dei negozi avesse lasciato un vuoto significativo, rendendo difficile la vita quotidiana per chi non dispone di mezzi propri.

Sostegno istituzionale e futuro del borgo

L'inaugurazione dei locali ha visto la partecipazione del ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, a testimonianza del valore sociale ed economico dell'iniziativa. La riapertura del bar e dell'emporio, a cui si aggiungerà presto una trattoria, rappresenta un segnale concreto di rinascita per Castelmarte.

Il progetto «Legami» non solo offre un servizio fondamentale alla comunità, ma promuove anche l'integrazione lavorativa di persone fragili. L'auspicio è che questo modello possa ispirare altre realtà simili, contribuendo a mantenere vive le piccole comunità e a valorizzare le potenzialità di ogni individuo.

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