Condividi

Dieci persone legate al clan D'Alessandro sono state condannate a Napoli in un processo abbreviato. Le pene riguardano reati come infiltrazioni negli appalti pubblici, estorsioni, possesso di armi e traffico di droga. La pena più severa è stata inflitta al boss Pasquale D'Alessandro.

Condanne per il clan D'Alessandro a Napoli

Il verdetto è arrivato per dieci imputati. Il processo si è svolto con il rito abbreviato. Ha riguardato i vertici e i membri del clan D'Alessandro. L'organizzazione criminale è radicata a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha contestato diverse attività illecite. Tra queste, l'infiltrazione negli appalti pubblici. Sono coinvolti sia il Comune che l'Asl. Sono state inoltre contestate estorsioni, il possesso illegale di armi e il traffico di sostanze stupefacenti.

Pene inflitte dal Gip Francesco Guerra

Il Giudice per le indagini preliminari, Francesco Guerra, ha emesso le sentenze. La pena più elevata è stata comminata al boss Pasquale D'Alessandro. La sua condanna è di 12 anni e 2 mesi di reclusione. A Michele Abrruzzese, identificato come il cassiere del clan, sono stati inflitti 7 anni e 8 mesi. Paolo Carolei, indicato come reggente del clan, dovrà scontare 12 anni. A Giovanni D'Alessandro è stata comminata una pena di 4 anni. Vincenzo D'Alessandro, fratello del boss e anch'egli reggente, è stato condannato a 12 anni. Biagio Maiello, uomo di fiducia del boss, riceve 6 anni e 8 mesi. Per Massimo Mirano, responsabile del traffico di stupefacenti per il clan, la pena è di 8 anni e 4 mesi. Giuseppe Oscurato, considerato il braccio destro del boss e parente di un ex consigliere comunale, è stato condannato a 7 anni e 8 mesi. Antonio Salvato, che gestiva le estorsioni, dovrà scontare 10 anni e 4 mesi. Infine, l'imprenditore Catello Iaccarino, che si era candidato alle ultime elezioni amministrative, è stato condannato a 6 anni, 10 mesi e 20 giorni.

Accolte le richieste della Procura Antimafia

Le decisioni del giudice hanno sostanzialmente recepito le richieste avanzate dalla Procura Antimafia. Il sostituto procuratore Francesco De Falco aveva formulato le sue istanze al termine della requisitoria. Le indagini che hanno portato a questa operazione sono state condotte dalla Polizia di Stato. Hanno visto la partecipazione del Sisco, della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia. L'operazione, mirata a colpire la camorra stabiese, risale al novembre del 2025.

Questa notizia riguarda anche: