Castellammare di Stabia onora il drammaturgo Annibale Ruccello con uno spettacolo intitolato "Le fiabe di Ruccello". L'evento si svolge in due chiese storiche per commemorare i 70 anni dalla sua nascita e i 40 dalla sua scomparsa.
Omaggio a Ruccello in due chiese stabiesi
La città di Castellammare di Stabia ricorda il suo illustre cittadino, il drammaturgo e regista Annibale Ruccello. Le celebrazioni avvengono in occasione dei 70 anni dalla sua nascita e dei 40 anni dalla sua morte. L'omaggio prende la forma di uno spettacolo intitolato 'Le fiabe di Ruccello'. La regia è curata da Luciano Melchionna. I testi sono stati adattati da Monica Citarella. L'evento si tiene in due chiese situate in via Gesù. Queste si trovano nel centro antico della città.
I racconti prendono vita grazie all'interpretazione di quattro attori. Essi sono Ingrid Sansone, Pako Ioffredo, Irene Isolani e Renato Bisogni. A loro spetta il compito di restituire al pubblico storie dal sapore antico. Queste narrazioni sono state raccolte da Ruccello. Le sue fonti d'ispirazione erano l'ombra dei vicoli e i palazzi di tufo della sua città. Questi luoghi rappresentano le matrici poetiche di tutta la sua produzione teatrale.
Percorso teatrale tra sacro e profano
Il percorso teatrale si articola in due segmenti distinti. Questi segmenti sono però speculari tra loro. La prima parte si svolge nella Chiesa di Gesù e Maria. Questo luogo è descritto come un piccolo gioiello d'arte barocca. L'adattatrice Monica Citarella intitola questa sezione 'Mamme, Madonne e poveri figli'. Qui Ingrid Sansone e Pako Ioffredo seguono la regia di Luciano Melchionna.
Gli attori abitano lo spazio sacro nella sua interezza. Utilizzano le strutture originarie della chiesa. Questo crea un dialogo costante che avvolge il pubblico presente. La performance si estende dai transetti laterali ai confessionali. Include anche il retro dell'altare maggiore e il pulpito. Gli interpreti si muovono tra il maestoso dipinto della Madonna del Soccorso di Luca Giordano. Interagiscono anche con il grande affresco della Gloria di Cristo di Vincenzo Galloppi. I due attori danno forma a racconti di madri e figlie. Questi sono riflessi del "matriarcato napoletano". Questo tema è ricorrente nelle opere di Ruccello.
Annibale Ruccello scomparve tragicamente in un incidente stradale nel 1986. Aveva solo trent'anni. Le storie narrate includono quella di Catarinella. Ci sono anche le fiabe della Mamma Cusetora e della Fanciulla rubata dal sole. La scena restituisce figure materne, sia vive che morte. Queste figure sono pronte a proteggere la prole. Questo avviene in un eterno ciclo di metamorfosi e rinascita.
Dalle fiabe dell'aldilà all'opera giovanile
Successivamente, il pubblico viene guidato alla vicina Chiesa del Purgatorio. Qui Irene Isolani e Renato Bisogni portano in scena le 'Fiabe dell'Aldilà e l'aldiquà'. Queste sono tratte da 'L'osteria del melograno'. Quest'opera è un lavoro giovanile scritto da Ruccello insieme al sodale Lello Guida nel 1976. Tra le storie presentate spicca la 'messa dei morti'. Questo nucleo antropologico confluirà poi nel capolavoro 'Ferdinando' del 1984.
Attraverso una recitazione densa, il napoletano diventa la lingua viscerale. Essa serve a toccare la viva 'materialità del corpo'. Questo aspetto è particolarmente evidente nel divertissement 'Lo cunto dei piriti'. Lo è anche nelle fiabe della 'jatta cummarella', di Sciocà e del 'mondo alla rovescia'. Lo spettacolo è prodotto da TeatroNovanta-Gruppo Le Muse. Riceve il sostegno della Città di Castellammare di Stabia. L'evento replicherà nei giorni successivi all'interno del festival 'Racconti per Ricominciare'. Questo festival è ideato da Vesuvioteatro. La direzione artistica è di Claudio Di Palma. La consulenza è di Giulio Baffi.
Domande frequenti
Chi era Annibale Ruccello?
Annibale Ruccello è stato un drammaturgo e regista italiano, originario di Castellammare di Stabia. È noto per le sue opere teatrali che esplorano temi legati alla cultura e al matriarcato napoletano.
Dove si svolge l'omaggio a Ruccello?
L'evento si svolge a Castellammare di Stabia, in due chiese del centro antico: la Chiesa di Gesù e Maria e la Chiesa del Purgatorio.