Un bidello di 62 anni è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere per molestie sessuali su due studentesse quattordicenni. Il Ministero dell'Istruzione dovrà risarcire le vittime.
Condanna per molestie sessuali a scuola
Il tribunale di Torre Annunziata ha emesso una sentenza di condanna. Un collaboratore scolastico di 62 anni dovrà scontare quattro anni e mezzo di reclusione. L'uomo è stato giudicato colpevole di aver molestato sessualmente due alunne. La decisione dei giudici ha visto anche il coinvolgimento del Ministero dell'Istruzione. Quest'ultimo è stato chiamato a risarcire le giovani vittime. Le studentesse sono state assistite dagli avvocati Salvatore Esposito, Gianluca Di Lorenzo ed Enrico Alfano.
Dettagli degli episodi e indagini
I fatti contestati risalgono al maggio 2024. Le molestie si sarebbero verificate all'interno del liceo Plinio Seniore di Castellammare di Stabia. Le indagini sono state condotte dai carabinieri e dai finanzieri. Le forze dell'ordine hanno operato sotto il coordinamento del sostituto procuratore Ugo Spagna e del procuratore Nunzio Fragliasso. Le vittime sono due studentesse di 14 anni. Una delle due sarebbe stata baciata dal bidello. L'uomo avrebbe poi tentato di replicare l'azione con l'altra ragazza. I fatti sono avvenuti in presenza di altri studenti. Questi ultimi hanno poi discusso dell'accaduto in chat. La notizia è giunta all'orecchio dei genitori delle ragazze. I genitori hanno deciso di sporgere denuncia alle autorità competenti.
La reazione dei genitori e la diffusione della notizia
Le due studentesse, inizialmente, non avevano denunciato direttamente gli episodi. Tuttavia, le molestie non sono passate inosservate. Sono avvenute praticamente alla luce del sole, davanti ad altri compagni di scuola. La diffusione della notizia attraverso le chat degli studenti ha giocato un ruolo cruciale. I compagni hanno condiviso quanto accaduto, portando l'attenzione sulla vicenda. Questa condivisione ha permesso ai genitori di venire a conoscenza dei fatti. La decisione di presentare denuncia è stata presa dopo aver appreso quanto accaduto alle proprie figlie. La prontezza dei genitori nel segnalare l'accaduto ha avviato il percorso giudiziario che ha portato alla condanna.
Il ruolo della scuola e del Ministero
La sentenza riconosce la responsabilità del collaboratore scolastico. Viene inoltre stabilito un risarcimento a carico del Ministero dell'Istruzione. Questo aspetto sottolinea l'importanza della vigilanza e della sicurezza all'interno degli istituti scolastici. La scuola dovrebbe essere un ambiente protetto per gli studenti. La condanna del bidello e il risarcimento alle vittime mirano a ristabilire un senso di giustizia. La decisione del tribunale di Torre Annunziata invia un segnale chiaro riguardo la tolleranza zero verso tali comportamenti. La presenza di altri studenti che hanno testimoniato indirettamente, tramite le chat, ha facilitato l'accertamento dei fatti. La vicenda evidenzia la necessità di protocolli efficaci per la prevenzione e la gestione di episodi di molestia nelle scuole.
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