Un allenatore sportivo di Vicenza ha ricevuto una condanna a 4 anni e 2 mesi per molestie aggravate su un allievo minore di 14 anni. La sentenza include interdizioni perpetue da incarichi con minori e misure di sicurezza post-pena.
Allenatore condannato per molestie su allievo minorenne
Un giudice vicentino ha emesso una sentenza di condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione. La pena è stata inflitta a un allenatore sportivo locale. L'uomo è stato giudicato colpevole di aver molestato un suo allievo. All'epoca dei fatti, il giovane non aveva ancora compiuto 14 anni. Le molestie consistevano in abbracci e palpeggiamenti.
Il giudice per l'udienza preliminare ha inoltre stabilito l'interdizione perpetua dell'imputato. Questa interdizione riguarda qualsiasi ufficio legato alla tutela di minori. Sono escluse anche le curatele e l'amministrazione di sostegno. L'allenatore è stato anche sospeso dall'attività di insegnante per un anno. È stato inoltre interdetto a vita da incarichi in scuole di ogni ordine e grado. Sono vietati anche incarichi in strutture pubbliche o private frequentate da minori.
Misure di sicurezza e accuse di molestie
Dopo l'esecuzione della pena, sono state disposte tre misure di sicurezza. Queste misure sono state stabilite dal Gup, Chiara Cuzzi. L'imputato non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati da minori. Gli è vietato anche svolgere lavori a contatto con i giovani. Dovrà inoltre comunicare la sua residenza e gli spostamenti alla polizia. L'allenatore è stato anche interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.
Le accuse si basano su fatti ricostruiti durante l'inchiesta. Questa è stata coordinata inizialmente dal PM Lisa Busato. Successivamente è passata al sostituto procuratore Luigi Salvadori. L'imputato ha molestato l'allievo con atti repentini. Lo ha costretto a subire atti sessuali. In diverse occasioni, lo ha abbracciato e gli ha palpeggiato i glutei. In un altro episodio, gli ha infilato una mano nei pantaloni, sopra le mutande, toccandolo per alcuni secondi. Questi episodi risalgono all'inizio di marzo dell'anno precedente.
Sentenza e possibilità di appello
L'uomo, difeso dall'avvocato Chiara Bellini, ha scelto il rito abbreviato. Questo rito prevede uno sconto di pena in caso di condanna. Il pubblico ministero aveva chiesto 2 anni e 4 mesi. La richiesta si basava sulla particolare tenuità del fatto. Il Gup ha invece deciso una pena più elevata.
L'allenatore era accusato anche di sostituzione di persona. Avrebbe contattato la vittima usando il cellulare di un altro ragazzo. L'accusa riguardava richieste di spiegazioni per l'assenza agli allenamenti. Per questo reato, però, è stato assolto. Il giudice ha stabilito un termine di 60 giorni. Entro questo periodo, l'imputato potrà decidere se appellarsi alla Corte d'Appello di Venezia. L'avvocato Bellini ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso. La difesa si dice convinta dell'innocenza dell'assistito. Si baserà su presunte contraddizioni nelle dichiarazioni della vittima.
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