Badr Rouaji, coinvolto nell'omicidio di Lorenzo Cristea a Castelfranco, lascia il carcere per gli arresti domiciliari. La decisione del giudice si basa sull'età, l'assenza di precedenti e il supporto familiare.
Nuova misura cautelare per Badr Rouaji
Dieci mesi dopo il suo arresto, Badr Rouaji esce dalla casa circondariale. L'accusa nei suoi confronti riguarda l'omicidio di Lorenzo Cristea e il tentato omicidio di Alessandro Bortolami. La decisione di concedere gli arresti domiciliari è stata presa dal giudice per le indagini preliminari, Piera De Stefani. L'avvocato difensore, Fabio Crea, aveva presentato un'istanza per l'attenuazione della misura cautelare. Il giovane, ventenne di origini marocchine, attenderà l'udienza preliminare del prossimo 10 aprile nella sua abitazione familiare a Montebelluna.
L'ordinanza del tribunale ha analizzato attentamente il profilo dell'imputato. Si è tenuto conto della sua giovanissima età e del fatto che fosse completamente incensurato. Queste caratteristiche hanno pesato sulla decisione. Nonostante la gravità delle accuse, che vedono Rouaji coinvolto nel concorso morale dell'omicidio avvenuto il 4 maggio 2025 fuori dalla discoteca «Baita al Lago», il giudice ha considerato questi elementi.
Un fattore determinante è stata la condotta tenuta da Rouaji durante la detenzione preventiva. Il magistrato ha sottolineato come l'imputato abbia mantenuto un comportamento adeguato. Non ci sono state segnalazioni disciplinari o condotte non confacenti durante il periodo di carcerazione. Questa condotta lineare, unita all'assenza di precedenti penali, ha convinto il giudice. Ha ritenuto possibile prevenire il pericolo di reiterazione del reato con una misura meno afflittiva del carcere.
Il ruolo del nucleo familiare
Il fulcro del provvedimento giudiziario risiede nell'idoneità del nucleo familiare di Badr Rouaji. Il giovane vivrà in un appartamento situato in una zona residenziale di Montebelluna. Sarà ospitato insieme ai suoi genitori e ai tre fratelli. La difesa ha fornito documentazione precisa sulla stabilità della famiglia. Il padre di Rouaji risulta impiegato a tempo pieno e indeterminato presso uno stabilimento della zona. Questo garantisce il necessario sostentamento economico per il figlio.
Secondo il Gup, la famiglia Rouaji è ben radicata sul territorio. Possiede un «regolare contegno di vita» e dimostra di essere in grado di assicurare uno «stringente controllo parentale». Questo controllo è volto a garantire il rispetto delle prescrizioni imposte al giovane. Il giudice è stato esplicito: l'abitazione dei genitori è considerata un presidio idoneo. Questo luogo garantirà che il giovane non violi i divieti imposti. Qualsiasi trasgressione comporterebbe l'immediato ritorno in carcere.
La decisione di concedere i domiciliari a Rouaji giunge a pochi giorni dalle recenti risultanze scientifiche. Il Ris di Parma aveva isolato il DNA di Taha Bennani, ritenuto l'esecutore materiale del fendente mortale, sul manico dell'arma del delitto. Questo elemento potrebbe avere un peso significativo nel prosieguo dell'indagine.
Prossimi passi giudiziari a Castelfranco
Il prossimo 10 aprile, Badr Rouaji si presenterà davanti al giudice. Non sarà più un detenuto in carcere, ma un ristretto agli arresti domiciliari. In quella sede, si deciderà il rinvio a giudizio per i fatti accaduti a Castelfranco. L'udienza coinvolgerà anche Bennani e altri cinque ragazzi indagati per rissa aggravata. L'episodio è stato descritto come una tragica rissa tra bande. È scoppiata nel parcheggio del locale «Baita al Lago» e si è conclusa con esiti drammatici.
La vicenda si inserisce in un contesto di cronaca locale che ha scosso la comunità di Castelfranco. L'omicidio di Lorenzo Cristea ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sulla gestione dei luoghi di aggregazione giovanile. Le indagini hanno cercato di ricostruire l'esatta dinamica degli eventi. Hanno puntato a identificare tutte le responsabilità all'interno del gruppo coinvolto nella rissa. La decisione sui domiciliari per Rouaji rappresenta un passaggio importante nel complesso iter giudiziario.
La concessione degli arresti domiciliari, pur essendo una misura meno restrittiva del carcere, impone comunque rigidi vincoli. Rouaji dovrà rispettare un coprifuoco e non potrà allontanarsi dall'abitazione se non per motivi autorizzati. La supervisione dei genitori sarà fondamentale per garantire il rispetto di queste regole. La famiglia Rouaji, come evidenziato dal giudice, ha dimostrato stabilità e impegno nel fornire un ambiente controllato.
Il contesto di Montebelluna, dove Rouaji risiederà, è generalmente considerato tranquillo. La presenza di un nucleo familiare solido e di un padre lavoratore a tempo indeterminato fornisce un quadro di riferimento positivo. Questo elemento è stato cruciale per la decisione del Gup. La speranza è che questo ambiente possa contribuire al percorso di reinserimento sociale del giovane, in attesa della definizione del suo ruolo nel processo.
La vicenda giudiziaria legata all'omicidio di Lorenzo Cristea è ancora in corso. L'udienza del 10 aprile sarà decisiva per stabilire le sorti degli indagati. Le risultanze forensi, come l'identificazione del DNA sull'arma, continuano a fornire elementi utili alle indagini. La giustizia farà il suo corso per accertare le responsabilità di ciascuno nella tragica serata del 4 maggio 2025.
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