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Una sentenza ha stabilito condanne per la manomissione di una cartella clinica. Il patron della clinica Pineta Grande e due medici sono stati giudicati colpevoli. La vicenda riguarda il decesso di Francesca Oliva.

Condanne per manomissione cartella clinica a Castel Volturno

Il tribunale ha emesso tre condanne e un'assoluzione. La decisione riguarda la presunta alterazione di una cartella clinica. Il caso è legato alla morte di Francesca Oliva. La giovane, di soli 29 anni, perse la vita a Castel Volturno. Stava affrontando il parto di tre gemelli. Uno dei bambini è sopravvissuto.

La giudice monocratica Norma Cardullo ha pronunciato la sentenza. Il patron della struttura sanitaria, Vincenzo Schiavone, ha ricevuto una condanna a 4 anni di reclusione. I medici Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e 4 mesi. Il primario Stefano Palmieri è stato invece assolto.

I condannati dovranno anche risarcire le parti civili. La liquidazione avverrà in una sede separata. Le parti civili erano rappresentate dall'avvocato Raffaele Costanzo. La Procura aveva richiesto pene più severe.

Le richieste della Procura e la ricostruzione dei fatti

Il sostituto procuratore Giacomo Urbano aveva avanzato richieste più stringenti. Per Schiavone, la Procura aveva chiesto 5 anni. Per i medici Vallefuoco e Delle Donne, la richiesta era di 3 anni e 6 mesi. Questi ultimi sono ginecologi della clinica. Lavoravano lì durante il ricovero della vittima. Sono ritenuti istigatori dei tecnici coinvolti. La loro posizione è già oggetto di un separato dibattimento.

Per il primario Palmieri, la Procura aveva chiesto 3 anni. La ricostruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere è chiara. Gli imputati avrebbero manomesso la cartella clinica. Questo sarebbe avvenuto dopo il decesso di Francesca Oliva. La morte risale al 24 maggio 2014. L'obiettivo sarebbe stato evitare un processo per omicidio colposo.

Secondo gli inquirenti, alcune annotazioni sarebbero state cancellate. Le parole “malessere generale”, scritte il 23 maggio dal dottor Renato Bembo, sarebbero state rimosse. Il dottor Bembo è stato assolto in un processo per omicidio colposo. Anche la prescrizione del farmaco Unasyn sarebbe stata alterata. Il farmaco sarebbe stato reinserito dopo il decesso, con una data retroattiva.

Dettagli sulla presunta manomissione della cartella clinica

La presunta manomissione non si sarebbe fermata qui. Gli imputati avrebbero aggiunto note al ricovero dopo la morte della paziente. Sarebbero state inserite frasi come: “gravidanza indotta con Fivet paziente sottoposta a cerchiaggio, esibisce esami che evidenziano leucocitosi, neutrofilia praticato in ecografia”. Queste aggiunte sarebbero avvenute dopo il decesso.

Ulteriori modifiche sarebbero state apportate alla visita ostetrica. Questa visita era stata effettuata il 22 maggio. Circa due ore dopo la morte di Francesca, sarebbero state aggiunte parole. Nello specifico: “all’atto non si apprezzano perdite atipiche”. Queste modifiche miravano a giustificare la gestione del caso.

La clinica Pineta Grande si trova a Castel Volturno, in provincia di Caserta. La struttura è nota nel territorio campano. Il caso ha sollevato interrogativi sulla gestione delle cartelle cliniche. La difesa degli imputati è affidata a un pool di avvocati. Tra questi figurano Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli.

Il contesto della morte di Francesca Oliva

Francesca Oliva era residente a Gricignano d'Aversa, comune in provincia di Caserta. La sua morte durante il parto plurigemellare ha scosso la comunità locale. La Procura ha avviato indagini per accertare le responsabilità. L'ipotesi principale era quella di omicidio colposo. La successiva indagine sulla cartella clinica ha portato a questo processo.

La manomissione di documenti sanitari è un reato grave. Può compromettere l'accertamento della verità. In questo caso, l'obiettivo sembrava essere quello di occultare presunte negligenze. La sentenza odierna stabilisce una responsabilità penale per alcuni degli attori coinvolti. La vicenda sottolinea l'importanza della trasparenza e dell'integrità nella documentazione medica.

La clinica Pineta Grande è una struttura sanitaria privata. La sua attività si svolge nel settore della maternità e della ginecologia. Il caso giudiziario ha gettato un'ombra sulla reputazione della clinica. Le parti civili attendono ora il risarcimento dei danni subiti. La giustizia ha fatto il suo corso, ma il dolore per la perdita di Francesca rimane.

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