Un vescovo si oppone fermamente alla costruzione di un centro per rimpatri a Castel Volturno, evidenziando i rischi per l'integrazione e la dignità umana. La comunità locale e le associazioni esprimono preoccupazione per l'impatto negativo sulla reputazione del territorio.
Vescovo Lagnese contrario al centro rimpatrio
L'arcivescovo Pietro Lagnese ha espresso un netto diniego alla realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno. La dichiarazione è giunta durante un incontro tenutosi presso il Centro per migranti Fernandes.
Il presule ha ribadito la sua ferma opposizione, già comunicata in precedenza. La sua preoccupazione riguarda le condizioni di abbandono spesso riportate all'interno di queste strutture in tutta Italia. Ha sottolineato come tali luoghi possano portare alla morte di persone innocenti, compromettendo umanità e dignità.
Preoccupazioni per il territorio di Castel Volturno
L'arcivescovo ha letto un appello, sottoscritto da numerosi vescovi e altre istituzioni. La preoccupazione per il progetto aumenta considerando la particolare situazione di Castel Volturno. Il comune è già caratterizzato da una forte pressione migratoria.
Migliaia di immigrati non regolari risiedono nel territorio da anni. Molti sono giunti alla seconda o terza generazione. Realizzare un CPR in un'area che attende un riscatto sociale da decenni appare ancora più grave. Lo ha affermato lo stesso Lagnese.
Integrazione a rischio, proposte alternative
Il territorio di Castel Volturno sperimenta quotidianamente pratiche di integrazione e convivenza. Questo è possibile grazie all'impegno di cittadini, enti locali, Caritas e parrocchie. Anche associazioni e realtà del terzo settore contribuiscono a questo percorso.
L'insediamento di un CPR rischia di compromettere questo delicato processo. Potrebbe rafforzare narrazioni negative e stigmatizzanti. Il territorio sta lavorando da tempo per superare queste percezioni. Lo ha osservato il presule.
Castel Volturno non deve essere identificata come luogo di marginalità. Deve invece essere sostenuta come laboratorio di convivenza civile. Questa è la conclusione dell'arcivescovo Lagnese.
Presenti figure chiave per la migrazione
All'incontro erano presenti diverse personalità di rilievo. C'era il direttore del Centro Fernandes, Antonio Casale. Era presente anche Monsignor Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Ha offerto una prospettiva nazionale come Presidente della Commissione per le Migrazioni della CEI e della Fondazione Migrantes.
Hanno partecipato anche Monsignor Giuseppe Mazzafaro, Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti. È Responsabile del Settore Migranti per la Conferenza Episcopale Campana. Ha manifestato la solidarietà dell'episcopato campano al messaggio di Lagnese.
Presente infine Gianluca Mastrovito, Delegato nazionale delle ACLI per l'Immigrazione e l'Accoglienza. La loro presenza sottolinea l'importanza e la trasversalità del dibattito sulla gestione dei flussi migratori e sull'integrazione territoriale.