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Due commercianti di Castel Volturno sono stati assolti dall'accusa di furto di energia elettrica. La sentenza ha stabilito la loro estraneità ai fatti contestati, mettendo fine a un'indagine durata anni.

Assolti per non aver commesso il fatto

Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza di assoluzione per Vincenzo Galiero e Anna D'Estengo. I due erano accusati di aver sottratto energia elettrica. La decisione è stata presa dal giudice monocratico Giuliana De Angelis. I commercianti gestivano la 'Caffetteria Miriam'. La sede del locale si trovava in via Del Mare, 183, a Castel Volturno. La loro gestione della caffetteria è durata solo nove mesi. L'accusa riguardava un periodo compreso tra il 2014 e il 2019. La Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva contestato il reato. La coppia era assistita dall'avvocato Ferdinando Letizia. La sentenza ha riconosciuto la loro innocenza.

Dettagli dell'accusa di furto energetico

Secondo le indagini della Procura, la coppia avrebbe realizzato un allaccio abusivo. Questo collegamento illegale serviva ad alimentare la caffetteria. Utilizzavano un cavo di sezione 4x16. Il cavo era collegato direttamente alla rete di E-Distribuzione. L'allaccio avveniva all'interno del palazzo F9. Questo si trova nel Villaggio Coppola. Il furto di energia sarebbe avvenuto in due periodi distinti. Il primo dal mese di ottobre 2014 al settembre 2015. Il secondo dal settembre 2015 all'ottobre 2019. L'operatore Enel aveva stimato un danno economico. La cifra ammontava a 51.198,89 euro. Questo importo rappresentava la perdita subita dalla compagnia elettrica. Le indagini si sono concentrate su questo presunto prelievo fraudolento. La quantificazione del danno è stata un elemento centrale del procedimento. La Procura aveva raccolto elementi per sostenere l'accusa.

Svolte processuali e dimostrazione dell'estraneità

Durante il dibattimento sono emerse nuove informazioni. Queste hanno modificato il quadro probatorio. È emerso che la titolarità della fornitura elettrica era cambiata più volte. Diversi soggetti si erano succeduti nella gestione del locale. Vincenzo Galiero, in particolare, aveva gestito la caffetteria solo per un breve periodo. La sua gestione è durata nove mesi, da gennaio 2019 a settembre 2019. Questo dato temporale era cruciale. Ha permesso di circoscrivere la sua effettiva responsabilità. Inoltre, sono state riscontrate anomalie nei consumi elettrici anche prima del 2019. Questo suggeriva la presenza di problematiche preesistenti. La difesa ha lavorato per dimostrare l'estraneità dei due imputati. Hanno evidenziato che le condotte contestate non potevano essere a loro ascritte. La sentenza ha accolto queste argomentazioni. La formula assolutoria è stata pronunciata. Questo significa che i giudici hanno ritenuto non provata la colpevolezza. L'estraneità ai fatti è stata dimostrata con successo. La giustizia ha riconosciuto l'innocenza dei commercianti.

Contesto territoriale e normativo

Il caso si è svolto a Castel Volturno, comune situato nella provincia di Caserta. La località è nota per il Villaggio Coppola, un complesso residenziale di notevole estensione. La problematica degli allacci abusivi e dei furti di energia elettrica non è nuova in aree simili. Spesso questi fenomeni sono legati a contesti di disagio economico o a gestioni illecite di attività commerciali. La legge italiana punisce severamente il furto di energia elettrica. L'articolo 624 del Codice Penale prevede pene detentive e pecuniarie. Il reato è considerato un'appropriazione indebita di beni altrui. Nel caso specifico, il danno quantificato da Enel era ingente. La dimostrazione dell'estraneità è stata fondamentale per l'assoluzione. La difesa ha dovuto provare che i fatti contestati non erano riconducibili ai propri assistiti. Questo può avvenire dimostrando che l'allaccio abusivo era preesistente alla loro gestione. Oppure che non ne erano a conoscenza o non ne avevano tratto beneficio diretto. La sentenza ha confermato la correttezza della gestione legale. Ha riabilitato l'immagine dei commercianti coinvolti. La vicenda sottolinea l'importanza delle indagini accurate. Evidenzia anche la necessità di un'attenta valutazione delle prove in sede processuale. La giustizia ha fatto il suo corso, garantendo un esito equo.

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