Nuove indagini sulla banda della Uno Bianca portano all'interrogatorio dei fratelli Savi. Si cercano complici o mandanti per le stragi che hanno segnato gli anni '80 e '90.
Nuove piste sull'inchiesta Uno Bianca
Il procuratore di Bologna, Paolo Guido, e la procuratrice aggiunta, Lucia Russo, si sono recati al carcere di Bollate. L'obiettivo era interrogare Roberto e Fabio Savi. L'indagine riapre il caso della banda della Uno Bianca. Un esposto presentato dai familiari delle vittime ha dato il via a nuove verifiche. Si vuole accertare l'esistenza di complici o mandanti. Questi soggetti potrebbero aver agito dietro le stragi. La banda è già stata condannata in via definitiva. I crimini causarono 23 morti e oltre cento feriti tra il 1987 e il 1994.
Le dichiarazioni di Roberto Savi
L'interrogatorio di Roberto Savi è stato richiesto specificamente. L'ex poliziotto, leader del gruppo criminale, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti. Queste sono avvenute lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. L'ergastolano ha affermato che i Servizi segreti avrebbero spinto la banda ad agire. Questo sarebbe accaduto almeno in alcuni episodi. Le sue parole hanno riaperto scenari inquietanti. Le indagini ora si concentrano su questi nuovi elementi.
Episodi sotto esame
Diversi episodi sono ora al centro degli accertamenti. Tra questi figura l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi. I militari furono uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988. Un altro caso sotto esame è il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo. L'omicidio avvenne nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Queste stragi sono solo alcuni dei crimini attribuiti alla banda. Le nuove indagini mirano a fare piena luce su ogni responsabilità.