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I Carabinieri hanno smantellato una rete di spaccio di cocaina ad Albano Laziale. Tre uomini sono stati arrestati, trovati in possesso di droga e armi clandestine.

Sgominata rete di spaccio di cocaina ad Albano

Un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti, focalizzata sulla cocaina, è stata smantellata dai Carabinieri. L'attività illegale si svolgeva principalmente nel territorio di Albano Laziale. Gli indagati disponevano anche di armi da fuoco non registrate. L'operazione ha portato all'emissione di misure cautelari per tre individui italiani. Le loro età sono 53, 52 e 40 anni. Provengono dai comuni di Marino e Albano Laziale.

Il provvedimento giudiziario è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Velletri. La richiesta è giunta dalla Procura della Repubblica locale. L'indagine si è protratta per diversi mesi. I tre uomini arrestati hanno precedenti specifici. Le accuse riguardano detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Sono inoltre indagati per detenzione e porto di armi in pubblico. Le accuse sono gravi e si ipotizza il concorso tra loro.

Indagini dei Carabinieri documentano numerose cessioni di droga

L'inchiesta è stata condotta dall'Aliquota Operativa della Compagnia di Castel Gandolfo. I militari hanno ricostruito l'operatività di una rete di spaccio attiva ad Albano Laziale. Sono state documentate numerose cessioni di droga. Le indagini hanno permesso di accertare la vendita di cocaina. La distribuzione avveniva tramite contatti diretti con gli acquirenti. Molti consumatori sono stati identificati. Sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti.

Un aspetto allarmante dell'indagine riguarda il possesso di armi da fuoco clandestine. Gli investigatori ritengono che queste armi rafforzassero la capacità operativa degli indagati. La disponibilità di armi illegali creava un clima di maggiore intimidazione. Questo elemento ha destato particolare preoccupazione tra gli inquirenti.

Sequestrata pistola clandestina con matricola abrasa

Tra gli episodi emersi dall'indagine, spicca un intervento avvenuto ad aprile. I Carabinieri hanno recuperato e sequestrato una pistola semiautomatica. L'arma presentava la matricola abrasa. Era presente anche il relativo munizionamento. L'arma era nella disponibilità di altri soggetti. Questi soggetti hanno precedenti penali. Sono attualmente indagati e ritenuti vicini ai tre arrestati. Il ritrovamento ha contribuito a delineare un contesto criminale complesso. L'attività di spaccio si accompagnava alla circolazione di armi illegali.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di raccogliere solidi elementi indiziari. Questi elementi hanno supportato la richiesta di misure cautelari. La Procura di Velletri ha avanzato la richiesta. L'operazione ha quindi portato a risultati concreti nel contrasto al crimine.

Due arrestati in carcere, il terzo era già detenuto

Al termine dell'operazione, due degli indagati sono stati trasferiti nel carcere di Velletri. Il terzo individuo era già recluso nello stesso istituto. Si trovava lì per un'altra vicenda giudiziaria. Il nuovo provvedimento è stato notificato anche a lui in carcere. L'operazione si inserisce nel più ampio contrasto al traffico di stupefacenti. L'area dei Castelli Romani è stata oggetto di particolare attenzione. Si è posta enfasi anche sulla circolazione di armi illegali. L'attività dei Carabinieri di Castel Gandolfo è stata intensa. Si è sviluppata per diversi mesi. Le misure cautelari sono state disposte dall'autorità giudiziaria di Velletri.

Si sottolinea che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza. Questo principio si applica fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna. La giustizia farà il suo corso.

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