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Giovani ascolani iniziano a usare sostanze a 16,8 anni, influenzati da amici e fragilità familiari. La cooperativa Ama Aquilone promuove la prevenzione con il progetto "Progettiamo il futuro".

L'età media dell'esordio con le sostanze

L'età media in cui i giovani sperimentano sostanze stupefacenti si attesta sui 16,8 anni. Nella maggior parte dei casi, circa il 69,2%, il primo approccio avviene in compagnia di amici. Questo dato emerge da un focus group condotto dalla cooperativa sociale Ama Aquilone di Ascoli Piceno.

Più di un terzo dei partecipanti ha collegato l'inizio dell'abuso a difficoltà presenti all'interno del nucleo familiare. Queste constatazioni hanno guidato lo sviluppo dell'evento conclusivo del progetto ministeriale "Progettiamo il futuro". L'iniziativa è stata promossa dalla cooperativa Ama Aquilone, con sede a Castel di Lama.

Il progetto ha ricevuto supporto dal Dipartimento delle Politiche contro la Droga e le altre dipendenze, parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La presentazione dei risultati si è tenuta il 21 maggio presso l'Isc "Nord" Plesso "A. Manzoni" a San Benedetto del Tronto.

Fattori che influenzano l'inizio del consumo

Oltre all'età media di 16,8 anni per il primo contatto, i dati rivelano che il 13,8% dei giovani ha iniziato a consumare sostanze in presenza di familiari. Circa il 35,4% ha associato la prima esperienza a sensazioni di piacere.

Inoltre, il 24,6% ha espresso il desiderio di ripetere tale esperienza. Parallelamente, sono emerse anche reazioni emotive contrastanti. Sentimenti come il senso di colpa, riportato dal 10,8%, e la paura, avvertita dal 7,7%, testimoniano la complessità delle esperienze vissute dai ragazzi.

Questi elementi sottolineano la delicatezza del momento e la necessità di un approccio attento e informato. La comprensione di queste dinamiche è cruciale per sviluppare strategie efficaci.

Il ruolo degli adulti e della famiglia nella prevenzione

Un dato di particolare rilievo riguarda la percezione dei fattori protettivi da parte dei giovani. Il 38,5% degli intervistati ha indicato che una maggiore vicinanza affettiva e un'attenzione più costante da parte degli adulti avrebbe potuto prevenire l'inizio dell'uso di sostanze.

Questo elemento rafforza ulteriormente il ruolo centrale della famiglia e della comunità educante nei processi di prevenzione. La presenza di adulti di riferimento attenti e disponibili si configura come un pilastro fondamentale.

L'investimento in relazioni positive e supporto emotivo può fare una differenza significativa nel percorso di crescita dei giovani. La scuola e la famiglia devono lavorare in sinergia per creare un ambiente sicuro.

Prevenzione precoce e condivisa: la chiave di volta

«I dati che emergono dal nostro lavoro confermano quanto sia fondamentale agire precocemente e con modalità 'basate sulle prove di efficacia'», ha sottolineato Ama Aquilone. L'adolescenza è una fase particolarmente delicata.

In questo periodo, il ruolo degli adulti di riferimento assume un'importanza decisiva. La prevenzione non può permettersi di essere un'azione frammentata o isolata. Deve invece configurarsi come un processo realmente condiviso.

La collaborazione deve coinvolgere attivamente la scuola, la famiglia e i servizi territoriali presenti. Solo attraverso un impegno congiunto e coordinato si possono ottenere risultati duraturi e significativi nella lotta alle dipendenze.

Le persone hanno chiesto anche:

Qual è l'età media in cui i giovani iniziano a usare droghe secondo lo studio?
L'età media di inizio dell'uso di sostanze registrata nello studio è di 16,8 anni.

Quali sono i principali fattori che portano i giovani all'uso di droghe?
I principali fattori identificati sono la compagnia di amici e le fragilità familiari. Anche la ricerca di piacere e il desiderio di ripetere l'esperienza giocano un ruolo.

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