Dieci giovani sono a rischio carcere a Verona per un'indagine sullo spaccio di droga. L'inchiesta, nata da un filone sulla baby gang Qbr, ha rivelato un'attività di spaccio di hashish e cocaina che coinvolge anche minorenni.
Spaccio di droga tra Verona e comuni vicini
La Procura ha richiesto il carcere per circa dieci giovani. Essi sono accusati di far parte di un giro di spaccio. L'attività si sarebbe svolta tra Verona e le località circostanti. L'indagine è emersa come sviluppo di un'inchiesta precedente. Questa riguardava la baby gang denominata «Qbr».
Le indagini hanno fatto emergere l'interesse di alcuni di questi ragazzi. Erano interessati all'acquisto e alla vendita di stupefacenti. Le sostanze coinvolte includevano sia hashish che cocaina. Le forze dell'ordine hanno condotto accertamenti approfonditi. Sono state utilizzate intercettazioni telefoniche e ambientali. Questi metodi hanno confermato i sospetti degli inquirenti.
Oggi, i giovani indagati compariranno davanti al giudice. L'interrogatorio di garanzia è fissato con il Gip Livia Magri. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Simone Bergamini, Giacomo Giulianelli e Davide Adami. Avranno l'opportunità di esporre la loro versione dei fatti. Le attività contestate si sarebbero svolte tra dicembre 2024 e aprile 2025. I luoghi interessati includono Verona, Castel d'Azzano e Vigasio.
Minorenni coinvolti nel traffico di droga
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i dieci indagati avrebbero agito con l'aiuto di complici minorenni. Questi giovani avrebbero acconsentito a nascondere la droga nelle loro abitazioni. Le loro posizioni sono ora gestite dalla Procura presso il Tribunale dei minorenni di Venezia. Questo evidenzia la gravità del coinvolgimento di minori in attività illecite.
Tra gli indagati, uno avrebbe avuto un ruolo di primo piano. Si tratterebbe di un giovane di 22 anni. Egli avrebbe gestito notevoli quantità di droga. Delegava ad altri la vendita o l'acquisto delle sostanze. Il giro d'affari stimato ammonterebbe a decine di migliaia di euro. Nell'elenco degli indagati figurano anche nomi noti. Appartenevano alla precedente banda «Qbr». Tra questi, uno dei leader del gruppo, ora sciolto. Quest'ultimo è attualmente sottoposto all'affidamento in prova ai servizi sociali.
Accuse di rapina e spaccio
Alcuni degli indagati devono rispondere anche di una rapina. I fatti risalirebbero al febbraio 2025. Si sarebbero incontrati con due persone per acquistare un chilo di cocaina. Dopo aver richiesto una piccola dose per testarla, avrebbero aggredito i venditori. Sottraendo la borsa contenente la droga, si sarebbero dati alla fuga. Questa è la ricostruzione fornita dalla Procura.
La Procura ha quindi richiesto il carcere per i dieci indagati. Viene ritenuto concreto il pericolo di fuga. La decisione finale spetterà al Gip Magri. Essa valuterà le misure cautelari richieste. L'inchiesta mira a smantellare un'organizzazione dedita allo spaccio. Il legame con la precedente baby gang «Qbr» sottolinea la continuità di certe dinamiche criminali giovanili.