La fusione tra Pieve dei Berici e altri comuni dell'area è stata bocciata. Nonostante un risultato complessivo favorevole, i 'no' di Nanto e Castegnero hanno affossato il progetto, facendo sfumare 14 milioni di euro di fondi statali e regionali.
Fusione sfumata nonostante il Sì generale
Il progetto di unione tra Pieve dei Berici, Longare, Nanto e Castegnero si è rivelato un fallimento. L'idea era di creare un comune più grande e forte, capace di attrarre importanti finanziamenti. Nonostante il risultato complessivo abbia visto prevalere il 'Sì' con 2.162 voti contro 1.585, le volontà espresse da Nanto e Castegnero hanno determinato l'insuccesso.
Longare ha registrato un ampio consenso per la fusione. Al contrario, Nanto e Castegnero hanno espresso un netto rifiuto. Questo esito inatteso ha spento le speranze di un rilancio territoriale. I fondi stanziati, pari a 14 milioni di euro per i prossimi dieci anni, non saranno quindi disponibili per il territorio.
Le ragioni del "no" e i timori dei cittadini
Il sindaco di Longare, Gaetano Fontana, ha espresso rammarico per l'occasione persa. Ha sottolineato come i fondi avrebbero potuto portare una svolta concreta. Fontana ha ipotizzato che le paure dei cittadini di Nanto e Castegnero abbiano giocato un ruolo cruciale. Si temeva che Longare potesse assumere una posizione dominante, gravando sugli altri comuni con i propri debiti.
Invece, Longare vanta un avanzo di bilancio superiore alla somma degli altri due comuni messi insieme. Il primo cittadino ha evidenziato come i suoi concittadini abbiano seguito le indicazioni del comune, a differenza di quanto accaduto a Nanto e Castegnero. L'ingresso tardivo di Nanto, con le sue problematiche finanziarie, avrebbe ulteriormente complicato la situazione.
Il sindaco di Nanto, Ulisse Borotto, ha interpretato il voto come un rifiuto nei confronti di Longare e una conferma di fiducia verso la sua amministrazione. Ha ammesso che i cittadini si sono spaventati, temendo di perdere la propria identità. Il rammarico per la mancata opportunità economica è palpabile.
Le conseguenze e le decisioni future
A Castegnero, la delusione è ancora maggiore, dato che il comune era tra i promotori dell'iniziativa. Il sindaco Luca Cavinato ha manifestato sorpresa, poiché durante gli incontri pubblici non erano emerse opposizioni così marcate. La difficoltà nel comunicare i benefici della fusione ai cittadini è vista come una delle cause principali del fallimento.
La decisione finale spetta ora alla Regione Veneto. L'ente valuterà il risultato complessivo, i singoli esiti comunali e l'affluenza alle urne. Potrebbe decidere di completare la fusione, magari anche solo tra due comuni. L'ambizioso progetto di rinnovamento dell'impianto sportivo, dal costo di 1,5 milioni, dovrà rimanere nel cassetto.
Domande frequenti sulla fusione
Perché la fusione tra i comuni è fallita nonostante il "Sì" complessivo?
La fusione è fallita perché, sebbene il risultato totale abbia premiato il 'Sì', i comuni di Nanto e Castegnero hanno espresso un voto contrario. Per procedere, era necessario il consenso della maggioranza in ogni comune coinvolto.
Quali erano i benefici economici previsti dalla fusione?
La fusione avrebbe portato circa 14 milioni di euro di contributi statali e regionali distribuiti nell'arco di dieci anni. Questi fondi erano destinati a finanziare progetti di sviluppo e miglioramento dei servizi per il territorio.