La proposta di unione tra Pieve dei Berici, Longare, Nanto e Castegnero è stata respinta. Nonostante il voto favorevole complessivo, il "no" di due comuni su tre ha bloccato il progetto, vanificando l'accesso a 14 milioni di euro di fondi.
Fusione tra comuni: un progetto sfumato
L'idea di creare un comune unificato nell'Area Berica, che avrebbe dovuto chiamarsi Pieve dei Berici e contare 11.680 abitanti, si è rivelata un fallimento. Nonostante il risultato complessivo del referendum abbia visto prevalere il "sì" con 2.162 voti contro 1.585 "no", le decisioni di Nanto e Castegnero hanno determinato l'esito negativo.
Longare ha espresso un netto favore alla fusione, ma la sua volontà non è stata sufficiente a superare le opposizioni degli altri due centri. Il sindaco di Longare, Gaetano Fontana, ha definito la situazione un "ritorno alla partenza", sottolineando la perdita di un'opportunità storica per il territorio.
«Peccato, quei 14 milioni di contributi messi a disposizione da Stato e Regione per i prossimi dieci anni potevano dare una svolta al nostro territorio», ha dichiarato Fontana. La decisione finale spetta ora alla Regione Veneto, ma le speranze di un'inversione di rotta appaiono minime.
Le ragioni del "no" nei comuni
A Nanto, il "no" ha prevalso con 637 voti contro i 500 "sì". Il sindaco Ulisse Borotto ha interpretato il risultato come un "no a Longare" e una rinnovata fiducia nella gestione locale. Borotto ha evidenziato la paura dei cittadini di "perdere la loro identità" e il rammarico per i fondi non ottenuti.
«Restiamo delusi per quei 1,4 milioni di euro all’anno per un decennio che non arriveranno più», ha aggiunto Borotto, confermando la delusione anche a Castegnero, dove il "no" ha ottenuto 587 voti contro 473 "sì".
Il sindaco di Castegnero, Luca Cavinato, promotore dell'iniziativa, ha espresso grande amarezza. «La sensazione è che sia molto difficile spiegare le motivazioni di questo passo ai cittadini», ha affermato Cavinato. Ha sottolineato come, nonostante la partecipazione agli incontri, le contrarietà non fossero emerse chiaramente.
Le conseguenze economiche e future
Il mancato raggiungimento dell'accordo comporterà la perdita di ingenti risorse economiche. I 14 milioni di euro, distribuiti su dieci anni, erano destinati a finanziare progetti di sviluppo per l'area.
A Longare, ad esempio, era previsto il rinnovamento dell'impianto sportivo, un progetto da 1,5 milioni che ora rischia di rimanere nel cassetto. Il sindaco Fontana ha ipotizzato che l'entrata tardiva di Nanto, con le sue problematiche finanziarie, possa aver influito negativamente sulla decisione, convinto che una fusione solo tra Longare e Castegnero avrebbe avuto più successo.
La Regione Veneto valuterà ora il quadro generale, considerando il risultato complessivo, i dati dei singoli comuni e l'affluenza alle urne. La decisione finale determinerà se la fusione potrà ancora avvenire, eventualmente tra un numero ridotto di comuni, o se il progetto è definitivamente archiviato.
Le persone hanno chiesto anche:
Perché è fallita la fusione tra i comuni dell'Area Berica?
La fusione è fallita a causa del "no" espresso dai comuni di Nanto e Castegnero, nonostante il risultato complessivo favorevole. Le motivazioni addotte includono la paura di perdere l'identità locale e la diffidenza verso il comune di Longare.
Quali erano i benefici previsti dalla fusione?
La fusione avrebbe garantito l'accesso a 14 milioni di euro di contributi statali e regionali in dieci anni, destinati a finanziare progetti di sviluppo e miglioramento dei servizi per i cittadini.