Un'assessora comunale è indagata per associazione mafiosa e traffico di droga. L'amministrazione locale assicura la propria estraneità ai fatti, ma l'opposizione chiede trasparenza e verifiche.
Imbarazzo a Cassina de' Pecchi
L'avviso di garanzia a Rosalia Brasacchio ha creato scompiglio. La donna ricopre incarichi di responsabilità a Cassina de' Pecchi. È responsabile dell'area Servizi al cittadino dal 2023. In precedenza, è stata assessora a Inzago per cinque anni. L'inchiesta denominata Hydra la vede indagata. Le accuse riguardano la droga con l'aggravante mafiosa.
L'opposizione locale ha reagito duramente. Ha richiesto un'immediata verifica degli atti. Si chiede anche la sospensione cautelare della funzionaria. L'amministrazione comunale ha risposto con una nota. La sindaca Elisa Balconi ha assicurato il massimo impegno. Si agirà per tutelare l'ente. Ha sottolineato che gli episodi contestati non riguardano l'attività comunale. Nessun atto di indagine o perquisizione ha coinvolto il comune.
Il percorso politico di Rosalia Brasacchio
L'ingresso di Rosalia Brasacchio, detta “Lia”, nel mondo politico locale risale al 2016. Il sindaco di Inzago, Andrea Fumagalli, l'ha nominata assessore esterno. Le sue deleghe erano Bilancio, Demanio e Patrimonio. Ha ricoperto questo ruolo fino al 2021. Successivamente, si è spostata a Cassina de' Pecchi.
Dal 2023, ricopre un ruolo chiave. È responsabile dell'area Servizi al cittadino. Questa posizione include segreteria, affari legali e contratti. Gestisce anche servizi demografici, cimiteriali, protocollo e archivio. La sua nomina a Cassina de' Pecchi ha suscitato reazioni critiche.
Richieste di trasparenza dall'opposizione
I partiti di opposizione, come i “dem”, hanno espresso preoccupazione. Hanno ribadito la presunzione di non colpevolezza. Tuttavia, ritengono la gravità delle accuse molto seria. Hanno esortato l'amministrazione a prendere provvedimenti. L'obiettivo è salvaguardare il funzionamento e l'immagine dell'ente. Si chiede di accertare il non coinvolgimento del comune. Questo per evitare infiltrazioni mafiose.
Anche i gruppi “Si può” e “La Svolta” hanno chiesto trasparenza. La sindaca Elisa Balconi, pur mantenendo riservatezza, ha rilasciato una dichiarazione. Ha confermato l'indagine che coinvolge una dipendente. Ha ribadito l'estraneità del comune. Ha spiegato che la dipendente è stata assunta tramite concorso pubblico. Si è classificata ai primi posti in una graduatoria. Ha assicurato che il comune sta adottando tutte le misure necessarie. Si rispetta la presunzione di innocenza.
La nota della sindaca Balconi
La sindaca Elisa Balconi ha affrontato la questione con cautela. Ha riconosciuto la risonanza mediatica dell'inchiesta Hydra. Ha precisato che il comune non è coinvolto direttamente. Ha difeso la trasparenza del processo di assunzione della dipendente. Ha sottolineato che la sua posizione è frutto di un concorso pubblico. La sindaca ha affermato che l'amministrazione è attenta alla situazione. Verranno intraprese azioni concrete. Il tutto nel rispetto delle normative vigenti. La tutela del comune resta la priorità assoluta.
L'inchiesta Hydra mira a scardinare la mafia in Lombardia. Un collaboratore di giustizia, Gioacchino Amico, ha fornito testimonianze cruciali. Ha parlato di figure pericolose attive sul territorio. Le sue dichiarazioni hanno gettato luce su presunti legami criminali.
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