San Leucio commemora 250 anni dalla sua fondazione con una cerimonia che ha visto la partecipazione dei principi di Borbone. L'evento ha sottolineato l'attualità dei principi del "Codice Leuciano", anticipando concetti come istruzione e parità di genere.
San Leucio: un modello di sviluppo e diritti sociali
Il Complesso Monumentale del Belvedere a San Leucio è stato teatro di un evento di grande rilievo storico e culturale. Si sono celebrati i 250 anni dalla fondazione della Real Colonia, un'iniziativa che ha messo in luce la lungimiranza di Ferdinando IV di Borbone. La colonia, istituita nel 1776, è stata presentata come un modello ancora oggi valido. Questo modello integrava perfettamente lo sviluppo economico con la tutela dei diritti dei cittadini. Il cuore di questa visione era il “Codice Leuciano”. Questo corpus normativo, risalente al XVIII secolo, conteneva principi sorprendentemente moderni. Tra questi figuravano l'obbligo scolastico, la protezione della salute e la promozione della parità di genere.
L'apertura dei lavori è stata affidata al professor Antonio Tisci, membro del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università “Luigi Vanvitelli”. Il professore ha introdotto i temi della giornata, evidenziando la profonda attualità dell'esperimento sociale di San Leucio. La mattinata è proseguita con i saluti delle autorità. Erano presenti la commissaria straordinaria del Comune di Caserta, Daniela Caruso. Hanno partecipato anche la prefetta Lucia Volpe e il presidente della Fondazione Orizzonti, Giuseppe Menniti. La presenza di Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie, duchi di Castro, ha conferito un ulteriore prestigio all'evento. La loro partecipazione ha rafforzato il legame tra la storia della colonia e la dinastia borbonica.
Il valore storico e l'eredità culturale di San Leucio
La commissaria Daniela Caruso ha sottolineato l'importanza del Belvedere. Lo ha definito «custode di una esperienza davvero memorabile che connota questa comunità orgogliosa di proseguire un percorso di valorizzazione dei suoi tesori». Ha ringraziato la Fondazione Orizzonti per l'iniziativa. La prefetta Lucia Volpe ha definito San Leucio e il suo Codice «un'importantissima eredità culturale». Ha espresso orgoglio e determinazione nel rilanciare l'economia del territorio. Ha evidenziato la capacità di produrre bellezza e ricchezza. Ha ribadito l'impegno congiunto tra pubblico e privato per creare opportunità di sviluppo. Questi sforzi mirano al benessere delle giovani generazioni. La prefetta Volpe ha inoltre letto messaggi istituzionali. Provenivano dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella.
Il presidente della Fondazione Orizzonti, Giuseppe Menniti, ha descritto Caserta come «figlia della visione dei Borbone». Ha lodato il loro coraggio e la loro capacità di immaginare e costruire il futuro. Ha affermato che San Leucio rappresenta l'espressione più alta di questa visione. La Real Colonia fu fondata su principi avanzatissimi per l'epoca. Questi includevano il lavoro, la dignità, l'uguaglianza, l'istruzione, la sanità e il merito. Ha definito questa visione «sorprendente per modernità e audacia» ancora oggi. Tra gli ospiti in platea, la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, testimone del legame storico. La sua presenza ha rafforzato il legame tra la colonia e la dinastia borbonica.
Paolo Mieli: "Portare San Leucio nei libri di scuola"
Lo storico Paolo Mieli ha tenuto una prolusione. Ha evidenziato la rilevanza dell'esperienza di San Leucio nel contesto europeo del XVIII secolo. Ha lanciato un appello: «Questa storia va portata nei libri di storia a scuola». Ha auspicato almeno un paragrafo dedicato all'esperienza leuciana. Questo permetterebbe a tutti di conoscerla. Il direttore della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, ha commentato la capacità dei Borbone. Non si limitarono a costruire residenze. Crearono anche infrastrutture dove «il bello e l’utile erano due elementi fondamentali di questa visione». Il soprintendente Mariano Nuzzo ha ringraziato la Fondazione Orizzonti. Ha sottolineato l'importanza dell'attenzione dedicata al sito. Ha descritto l'operazione culturale come un avvicinamento e un rafforzamento dell'identità cittadina. Ha collegato il sito ai valori dell'architettura, dell'arte e del contesto economico. Ha ribadito che il sito è un simbolo della cultura riformatrice borbonica. Questa cultura seppe tradurre in forma urbana, produttiva e sociale un progetto ambizioso.
Il momento di massima solennità è stato introdotto da Paolo Mieli. Sono intervenuti il principe Carlo e la principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie. Il principe Carlo ha affermato che ciò che nacque a San Leucio «non appartiene a una famiglia, ma appartiene all’Italia, all’Europa, alla grande storia di libertà e lavoro». Ha aggiunto che appartiene anche a tutte le famiglie che hanno contribuito alla salvaguardia del sito. Ha concluso che la lezione più attuale di San Leucio è che «le società più giuste nascono quando lavoro, dignità e comunità diventano un unico progetto». La principessa Camilla di Borbone ha evidenziato che la celebrazione dei 250 anni significa festeggiare anche «il diritto alla felicità che ci ha dato il Codice Leuciano». Ha espresso grande emozione. Ha definito San Leucio una «pagina straordinaria della nostra storia». Ha sottolineato il ruolo centrale delle donne. Non solo nella produzione, ma nella costruzione di una comunità basata su equità e rispetto.
Arte, memoria e visione: il progetto "ID - San Leucio"
La sezione “Arte, memoria e visione” è stata introdotta dallo storico Tommaso Tartaglione. Si è svolto un dialogo tra il critico d’arte Enzo Battarra e il fotografo Antonio Biasiucci. L'incontro è culminato nella presentazione in anteprima del progetto “ID - San Leucio”. Enzo Battarra ha spiegato che il titolo, ideato da Giuseppe Menniti, sta per «Identità del luogo». Rappresenta il sentirsi rappresentati dal Codice Leuciano e da quanto emerso durante la giornata. Ha lodato Antonio Biasiucci per essere riuscito a fotografare «quello che noi non riusciamo a vedere, quello che per noi è invisibile». Ha aggiunto che l'artista lo ha visto e trasformato, dai rocchetti dei telai alle donne di San Leucio. Lo stesso artista, Antonio Biasiucci, ha raccontato la sua esperienza. Ha definito la fotografia «uno straordinario mezzo di conoscenza». Ha spiegato come questo lavoro gli abbia permesso di conoscere meglio la storia del Real Sito. Ha descritto il suo come un lavoro «fortemente interpretato», dove le donne sono protagoniste con i loro ricordi.
Durante la mattinata, sono state rese omaggio alle famiglie storiche della tradizione serica. Tra queste, Alois, Bologna, Cicala e De Negri. Queste famiglie hanno contribuito in modo significativo alla fortuna produttiva della Colonia. È stato inoltre presentato il progetto “Amici di San Leucio”. Questo progetto mira a creare una rete internazionale per la tutela e valorizzazione del sito Unesco. Le conclusioni sono state affidate al sacerdote Antonello Giannotti. Presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Caserta, ha richiamato il valore etico e comunitario dell’esperienza leuciana. Ha definito il Codice «profetico in tutto questo». Ha citato la centralità dell’uomo, la fraternità, la dignità del lavoro, l’uguaglianza, l’istruzione e la giustizia sociale. Ha affermato che il Codice è «vangelo vivo, non una utopia, ma una realtà concreta».
Il futuro di San Leucio: un impegno per la valorizzazione
Il presidente Menniti ha chiuso l'evento rilanciando l'impegno per il futuro. Ha annunciato «tantissime sorprese per i mesi a venire». Ha parlato di progetti che daranno nuova vita alle mura e nuova voce alla storia. Al termine della cerimonia, Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie hanno visitato il Real Sito. Questo gesto ha suggellato il legame tra storia, memoria e identità del luogo. Durante l'evento, ai principi sono stati donati diversi omaggi. Tra questi, un'opera di Antonio Biasiucci. È stata donata anche una scultura di Alberto Grant. Questa era custodita in un sacchetto realizzato da Annamaria Alois, rappresentante della tradizione serica locale. È stato presentato anche lo stemma borbonico. Realizzato dai maestri setaioli di San Leucio. Alla principessa Camilla di Borbone è stato donato un prezioso ventaglio in seta di San Leucio. Realizzato su commissione del presidente della Fondazione Orizzonti. Questo omaggio ha ulteriormente testimoniato l'eccellenza artigianale del territorio. La mattinata è stata arricchita da un contributo musicale. Si sono esibiti il mezzosoprano Camilla Carol Farias, il soprano Antonia Cuomo e il tenore Simone Mastragostino. Accompagnati al pianoforte dal maestro Simone Matarazzo. Le loro performance hanno offerto momenti di grande suggestione, in linea con il valore storico e culturale della celebrazione. La giornata ha confermato che San Leucio non è solo un luogo della memoria. È anche un laboratorio vivo. Capace di parlare al presente e di indicare prospettive concrete per uno sviluppo più equo e sostenibile.