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Un bene confiscato alla criminalità organizzata a San Cipriano d'Aversa è stato trasformato in un centro di aggregazione giovanile dedicato all'arte e alla cultura. L'iniziativa mira a rigenerare il tessuto urbano e sociale del territorio, restituendo alla comunità spazi sottratti alla camorra.

Nuova vita per un immobile confiscato alla camorra

Un immobile un tempo legato alla criminalità organizzata ha trovato una nuova e significativa destinazione a San Cipriano d'Aversa. L'edificio, sottratto alla camorra, è stato riqualificato e inaugurato come un moderno centro di aggregazione giovanile. Questo progetto rappresenta un importante passo avanti nel processo di recupero e restituzione alla collettività di beni confiscati, segnando un cambio di paradigma nella loro funzione sociale.

L'iniziativa è stata promossa dall'ente Agrorinasce, un'organizzazione impegnata nella valorizzazione degli immobili confiscati alla criminalità. La trasformazione di questo bene in un centro culturale per i giovani è il primo tassello di un piano più ampio di rigenerazione urbana e sociale. L'obiettivo è quello di restituire ai cittadini spazi che erano stati utilizzati per scopi illeciti, conferendo loro una nuova identità pubblica e un forte valore simbolico.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nel pomeriggio, in via Caterino, una zona centrale del paese. Alla presenza di autorità civili e militari, e di numerosi cittadini, è stato tagliato il nastro che ha ufficialmente aperto le porte del nuovo centro. Questo evento segna un momento di riscatto per la comunità, che vede un luogo simbolo del passato criminale trasformarsi in un polo di crescita e opportunità per le nuove generazioni.

Un centro polifunzionale per la crescita dei giovani

La struttura, precedentemente destinata a ospitare una mediateca e una ludoteca, è stata oggetto di un completo intervento di riqualificazione. I lavori sono stati finanziati con fondi provenienti dal Ministero dell’Interno, attraverso il Commissario Straordinario per il recupero dei beni confiscati. L'investimento totale per la ristrutturazione ammonta a 678.238,11 euro, una cifra considerevole che testimonia l'impegno delle istituzioni in questo progetto.

La villa, confiscata al camorrista Stefano Reccia, si estende su tre livelli per una superficie di circa 850 metri quadrati. La sua posizione è strategica, trovandosi adiacente all'Istituto Comprensivo “Mattia De Mare”. Questa vicinanza non è solo geografica, ma assume un profondo significato simbolico, ponendo il centro culturale nel cuore della vita educativa e sociale della cittadina.

La realizzazione dell'intervento è stata curata da Agrorinasce. Successivamente, la gestione del centro è stata affidata, tramite una procedura di gara pubblica, all'associazione Work in progress. Questa realtà è composta da oltre venti giovani del territorio, che avranno il compito di animare quotidianamente lo spazio, trasformandolo in un luogo aperto, dinamico e partecipato attivamente dalla comunità.

Servizi e opportunità per la comunità

Il nuovo centro offre una vasta gamma di servizi pensati per rispondere alle esigenze dei giovani e della cittadinanza. Al suo interno trovano spazio un caffè letterario, arricchito da aree dedicate alla musica e alla presentazione di libri, promuovendo così la cultura e l'arte in tutte le sue forme. È stata inoltre creata un'area di co-working, destinata ai giovani professionisti che necessitano di uno spazio attrezzato per lavorare e sviluppare i propri progetti.

Un'importante sezione è dedicata alla biblioteca, completa di sala studio, che offre risorse e un ambiente tranquillo per l'apprendimento e la ricerca. Questi servizi vanno oltre la semplice aggregazione, mirando a fornire opportunità concrete per la crescita personale, la formazione e lo sviluppo professionale dei giovani residenti a San Cipriano d'Aversa e nei comuni limitrofi.

Durante la presentazione, il direttore generale di Agrorinasce, Giovanni Allucci, ha sottolineato l'importanza della partecipazione attiva dei giovani. Ha espresso il desiderio che sempre più ragazzi si uniscano all'associazione Work in progress, contribuendo a rendere il centro un luogo realmente vivo e condiviso. La sua visione è quella di uno spazio che sia un punto di riferimento per la creatività e l'innovazione giovanile.

Un messaggio di legalità e speranza

Il sindaco Vincenzo Caterino ha evidenziato il valore istituzionale dell'iniziativa, definendola una giornata importante per la restituzione di un bene confiscato alla comunità. Ha ringraziato Agrorinasce per il suo operato, affermando che grazie al loro lavoro, San Cipriano d'Aversa si posiziona tra i comuni con la più alta percentuale di riutilizzo dei beni confiscati. Il primo cittadino ha espresso fiducia nelle capacità dell'associazione Work in progress di valorizzare al meglio questo nuovo bene pubblico.

Il presidente dell'associazione Work in progress, Davide Letizia, ha accolto i presenti con parole cariche di emozione. Ha ringraziato tutti i soci e ha definito il luogo un simbolo potente: «Era la casa di chi ha dilaniato il nostro popolo, togliendoci cultura e libertà. Oggi, attraverso l’associazione, riportiamo qui cultura e libertà». Ha poi espresso l'auspicio che il centro diventi uno spazio di dialogo aperto, dove si possa discutere liberamente, senza violenza né giudizio, promuovendo il rispetto reciproco.

La presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, ha ribadito la portata simbolica e sociale del progetto. Ha sottolineato come questo momento affermi la legalità attraverso la destinazione di un bene a uso sociale, evidenziando la fondamentale sinergia tra istituzioni per realizzare un patto di legalità duraturo. La presidente ha aggiunto che questo luogo rappresenta un riscatto per il territorio, uno spazio dove il divertimento e la socialità contrastano l'isolamento e rafforzano il senso di comunità.

Ha concluso affermando che le nuove generazioni non devono sentirsi sfortunate a vivere in questi luoghi, ma orgogliose delle opportunità di riscatto e crescita che vengono offerte. Questo messaggio di speranza e orgoglio è stato condiviso dalla dirigente dell'Istituto Comprensivo “Mattia De Mare”, Antonietta Cerrito, che ha espresso il desiderio che lo spazio contribuisca a rafforzare nei giovani il senso di appartenenza, la crescita personale e la serenità verso il futuro.

Anche il capo di gabinetto della Prefettura di Caserta, Florinda Bevilacqua, ha espresso parole di profondo riconoscimento e gratitudine. Ha ringraziato in particolare Carmelo Trattaro per il suo prezioso lavoro nel settore della legalità e della gestione dei beni confiscati. Ha descritto il luogo come un ambiente che trasmette un forte senso di legame, una «casa da curare e fare crescere», come l'hanno definita i ragazzi stessi.

Carmelo Trattaro ha portato i saluti della Prefetta Paola Spena, enfatizzando il valore simbolico dell'iniziativa. Ha spiegato che la funzione dei beni confiscati è quella di un capovolgimento della narrativa, trasformandoli in strumenti per l'affermazione e la diffusione della legalità. Ha poi posto l'accento sul ruolo centrale dei giovani, definiti motore di sviluppo e cambiamento, simbolo di una coscienza civile che agisce da antidoto contro le derive negative e la subcultura dell'illegalità.

Dopo il taglio del nastro, i presenti, tra cui molti giovani e cittadini, hanno avuto modo di visitare gli spazi del centro. Il rinfresco è stato curato dalla cooperativa sociale Meditactio, che gestisce un altro centro di aggregazione giovanile per l'arte e la cultura a Casapesenna, dimostrando una rete di collaborazione e buone pratiche nel territorio.

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