Lo Stadio del Nuoto di Caserta rimarrà inaccessibile per un altro anno, impedendo lo svolgimento di corsi e attività sportive. La struttura necessita di importanti lavori di adeguamento, ma mancano risposte concrete dalla Provincia.
Stadio del Nuoto Caserta: chiusura prolungata
L'impianto sportivo provinciale di Caserta, situato in via Capitano Laviano, non riaprirà le porte a settembre. La struttura, un tempo vanto sportivo cittadino, è chiusa dal primo aprile 2025. La sua riapertura è stata posticipata ulteriormente.
La causa principale del prolungato stop è la mancanza del certificato antincendio. Sono necessari interventi di adeguamento di notevole entità. Questi lavori richiedono investimenti di diversi milioni di euro. Purtroppo, dalla Provincia di Caserta non giungono comunicazioni ufficiali riguardo a piani concreti per la ristrutturazione.
Sos da associazioni e famiglie
Le associazioni sportive e le migliaia di famiglie che gravitano attorno allo Stadio del Nuoto esprimono forte preoccupazione. Molte famiglie, specialmente quelle con minori possibilità economiche, avevano attivato i voucher regionali. Questi buoni servivano a garantire ai figli la frequenza ai corsi di nuoto. Purtroppo, i voucher non possono essere utilizzati a causa della chiusura dell'impianto.
Il declino di questa storica struttura sportiva ha ripercussioni significative. Ragazzi con disturbi dello spettro autistico, che beneficiavano di corsi specifici con istruttori qualificati, sono ora costretti a spostarsi. Devono raggiungere strutture fuori Caserta, spesso più piccole e sovraffollate. A peggiorare la situazione, la piscina comunale di Caserta è chiusa da 5 anni.
Anche numerosi cittadini e atleti che praticano attività agonistica risentono di questa situazione. Molti avevano scelto Caserta per la loro crescita sportiva, puntando a diventare campioni. Nonostante i disagi, alcuni sono riusciti a raggiungere traguardi importanti. Ciò è avvenuto spostandosi per chilometri e allenandosi in piscine non sempre a norma.
Silenzio della Provincia e speranze infrante
Ciò che preoccupa maggiormente è il silenzio assordante della Provincia sulla vicenda. L'ultimo segnale di attività risale a gennaio di quest'anno. L'ente, guidato da Anacleto Colombiano, aveva siglato un protocollo d'intesa con la Federazione Italiana Nuoto (FIN). L'accordo prevedeva una consulenza specialistica gratuita da parte della FIN.
La consulenza avrebbe dovuto riguardare la fase di progettazione, per adeguare lo Stadio del Nuoto ai requisiti tecnici della FIN, del CONI e delle normative vigenti. Tuttavia, tutti gli oneri professionali e gli adempimenti sarebbero rimasti a carico della Provincia. Sembra che questa collaborazione si sia interrotta a causa degli ingenti costi necessari per riavviare l'impianto.
Le parole dell'avvocato Sparano
L'avvocato Daniele Sparano, che rappresenta diverse società sportive operanti presso lo Stadio del Nuoto, esprime la sua frustrazione. «Siamo ancora in assenza di un progetto», dichiara. «Il persistente silenzio dell'ente proprietario non ci consente di fare alcuna previsione sulla riapertura. Per le associazioni sportive è fortemente mortificante dover dare, quotidianamente, spiegazioni (che non ci sono) sulla mancata riapertura dell'impianto».
«Ciò che è ancora più frustrante», aggiunge Sparano, «è l'assoluta mancata considerazione, dopo oltre un trentennio di assidua operatività all'interno dello Stadio del Nuoto. La migrazione sportiva di atleti di livello internazionale costretti ad allenamenti itineranti, unitamente alla regressione clinico-comportamentale riscontrata nei minori con disabilità (in particolar modo, in quelli con disturbo dello spettro autistico, a seguito dell'interruzione delle attività) è una sconfitta per tutti, non solo per le Istituzioni».