Il Cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia, esprime forte contrarietà alla creazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno. Sottolinea che tale struttura non rappresenta una soluzione adeguata per il territorio, rischiando di peggiorare situazioni già critiche e di creare nuove forme di esclusione sociale.
Critiche alla proposta del CPR a Castel Volturno
La proposta di istituire un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno, in provincia di Caserta, non trova il favore del Cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia. Egli ritiene che questa iniziativa non sia la risposta di cui il territorio ha realmente bisogno.
Secondo il Cardinale, una simile realizzazione potrebbe aggravare fragilità già presenti. Si corre il rischio di concentrare ulteriormente situazioni di marginalità. Questo avviene proprio in aree dove invece sarebbero necessari investimenti mirati.
Servono servizi, opportunità di lavoro e prospettive concrete per il futuro. La creazione di un CPR, invece, va nella direzione opposta. Non affronta le cause profonde dei problemi sociali ed economici.
Politiche migratorie: oltre il contenimento
Il Cardinale Battaglia, pur mostrando rispetto per le istituzioni, ribadisce con fermezza un concetto fondamentale. Le politiche migratorie non dovrebbero mai essere ridotte a semplici strumenti di contenimento. La complessità delle migrazioni non si gestisce creando nuovi spazi di esclusione.
La sicurezza di una comunità non si costruisce alimentando aree di marginalità e privando le persone della loro dignità. Questo approccio è controproducente e dannoso per l'intera società. La dignità umana deve essere al centro di ogni decisione politica.
Come cittadino, il Cardinale ricorda che la Costituzione italiana è molto chiara su questo punto. La persona viene prima di ogni altra considerazione. La Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'uguaglianza di tutti.
Una visione di integrazione e supporto
Per il Cardinale Battaglia, la questione non è ideologica, ma profondamente umana. Dove prevale la logica dello scarto, l'intera società ne esce ferita. È necessario un cambio di direzione radicale. Bisogna puntare sull'integrazione reale dei migranti.
Sono necessari percorsi che favoriscano la legalità e l'accesso al mondo del lavoro. Altrettanto importanti sono politiche abitative adeguate e presidi educativi efficaci. Serve uno Stato che accompagni le persone, non che si limiti a contenerle.
È fondamentale una visione strategica che sappia conciliare sicurezza e diritti. Non devono essere contrapposti, ma visti come elementi complementari di una società giusta e inclusiva. La Chiesa di Napoli è impegnata in questo senso.
Solidarietà e impegno per soluzioni sostenibili
Il Cardinale Battaglia esprime la sua piena solidarietà al suo confratello vescovo Pietro. Estende questo sostegno alle Chiese di Capua e Caserta. Queste realtà ecclesiali difendono con forza il rispetto della dignità di ogni essere umano.
La Chiesa di Napoli rinnova il suo impegno. Camminerà al fianco di coloro che lavorano per costruire soluzioni giuste. Soluzioni che siano sostenibili e rispettose di ogni persona. Questo impegno si basa sui principi della Costituzione e del Vangelo.
La dignità umana è il faro che guida queste azioni. Si cerca di superare approcci che stigmatizzano e marginalizzano. L'obiettivo è promuovere un futuro di speranza per tutti. Le comunità locali meritano attenzione e supporto concreto.
Domande e Risposte
Perché il Cardinale di Napoli è contrario al CPR a Castel Volturno?
Il Cardinale Mimmo Battaglia è contrario alla realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno perché ritiene che non sia la soluzione adeguata per il territorio. Temere che possa aggravare fragilità esistenti e concentrare marginalità, invece di promuovere investimenti, servizi e lavoro.
Cosa propone il Cardinale come alternativa alle politiche di contenimento?
Il Cardinale propone un cambio di direzione verso l'integrazione reale, percorsi di legalità, accesso al lavoro, politiche abitative e presidi educativi. Sottolinea la necessità di uno Stato che accompagni le persone e che tenga insieme sicurezza e diritti, senza contrapporli.
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