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Dieci anni dopo il terremoto, Cascia riabbraccia il suo ospedale Santa Rita. La nuova struttura, ricostruita da zero, promette sicurezza e cure integrate per la Valnerina.

Nuovo ospedale Santa Rita a Cascia

La comunità di Cascia celebra un momento atteso da un decennio. È stato inaugurato il nuovo ospedale Santa Rita. La struttura era stata gravemente danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016. La riapertura segna una rinascita per la sanità locale. L'evento si è svolto nel pomeriggio, coincidente con il decennale del sisma. La cerimonia ha visto la partecipazione di importanti autorità. Erano presenti la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. C'era anche l'assessore regionale Francesco De Rebotti. Presente il sindaco di Cascia, Mario De Carolis. Hanno partecipato il direttore generale dell'Azienda Usl Umbria 2, Roberto Noto. C'era il direttore regionale Gianluca Fagotti. Molti consiglieri regionali e numerosi cittadini hanno preso parte all'evento.

Un presidio per la speranza della Valnerina

La presidente Stefania Proietti ha sottolineato il significato profondo dell'evento. «Dieci anni fa, in queste ore, a Cascia si portavano in salvo pazienti con ascensori bloccati e paura negli occhi», ha dichiarato. «Oggi consegniamo a questa comunità un ospedale costruito perché quella paura non torni più», ha aggiunto. La nuova struttura è pensata per le persone. Integra riabilitazione, Ospedale di Comunità e Casa di Comunità sotto lo stesso tetto. Questo garantisce un percorso assistenziale completo. Dalla prevenzione alla cura, fino al rientro a casa. La presidente ha definito il nuovo ospedale un presidio sicuro. Ha anche evidenziato come Cascia sia da sempre un'eccellenza nella riabilitazione umbra. La nuova sede è considerata la casa che questa vocazione merita. La presidente ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla ricostruzione. Tra questi, la struttura commissariale e l'ufficio speciale ricostruzione. Ringraziamenti sono andati anche all'amministrazione regionale precedente. Un plauso all'Azienda Usl Umbria 2 e al Comune di Cascia. Non sono mancati i ringraziamenti a imprese, progettisti e operatori sanitari.

La nuova struttura e i servizi offerti

Il nuovo ospedale Santa Rita presenta una pianta quadrata. Si sviluppa attorno a una corte centrale. Questa soluzione architettonica massimizza l'ingresso di luce naturale. La struttura si estende su tre piani. Ogni piano misura circa 1.400 metri quadrati. È realizzata in cemento armato. La costruzione rispetta la classe d'uso IV. Questa è la più elevata, riservata agli edifici strategici. L'edificio poggia su 35 isolatori sismici a pendolo. Questi dispositivi proteggono la struttura, le finiture e le apparecchiature mediche. Al piano terra è già attiva la Casa di Comunità. Questa è stata finanziata con fondi PNRR per 157.250 euro. Il primo piano ospita il reparto di Riabilitazione. Questo conferma i suoi 20 posti letto. Il secondo piano accoglie l'Ospedale di Comunità. Questa struttura è nata dalla conversione della ex RSA. La sua capacità ricettiva è raddoppiata. Passa da 10 a 20 posti letto. In totale, la struttura disporrà di 40 posti letto. Sarà lo stabilimento riabilitativo del presidio ospedaliero di Spoleto. L'ospedale fornirà assistenza ai circa tremila residenti. Servirà anche i due milioni di pellegrini che annualmente visitano la città di Santa Rita.

Un traguardo per la sanità della Valnerina

Il direttore generale dell'Azienda Usl Umbria 2, Roberto Noto, ha definito la riapertura un traguardo importante. «L'apertura di questi due nuovi presidi ospedalieri rappresenta un traguardo importante per la sanità della Valnerina», ha affermato. Ha sottolineato la realizzazione di strutture all'avanguardia. La scelta organizzativa è innovativa e integrata. Casa di Comunità e Ospedale di Comunità operano all'interno dello stesso edificio. Il presidio di Cascia incrementa la degenza della ex RSA, ora Ospedale di Comunità. La capacità ricettiva è raddoppiata, passando da 10 a 20 posti letto. Il servizio di Riabilitazione mantiene stabili i suoi 20 posti letto. L'obiettivo è mantenere il paziente al centro del percorso assistenziale. Si vuole garantire la prossimità delle cure nei centri principali. Il vecchio ospedale, risalente agli anni Cinquanta, era diventato inagibile dopo il terremoto. Era stato sgomberato con ordinanza comunale nel novembre 2016. I 20 posti letto di riabilitazione, i 10 di residenza sanitaria assistita e i servizi di diagnosi e cura furono sospesi. L'assistenza non si è mai interrotta. I servizi furono trasferiti nel centro di salute di via XX Settembre. Nel febbraio 2017 aprì un presidio modulare. Il 22 settembre 2018 fu inaugurata la struttura di riabilitazione e RSA nell'ex Casa degli Esercizi spirituali. Questa fu la prima struttura sanitaria a tornare operativa nel cratere.