Dieci anni dopo il devastante terremoto, Cascia celebra la sua rinascita con l'inaugurazione di un nuovo ospedale e la ricostruzione quasi completa delle abitazioni. Il sindaco esprime fiducia nel futuro, assicurando che i bambini non avranno più paura di andare a scuola.
La rinascita di Cascia dopo il sisma
Sono trascorsi dieci anni dal terribile terremoto che ha colpito Cascia. La città umbra, martoriata dal sisma del 2016, sta mostrando al mondo la sua incredibile capacità di rialzarsi. La riapertura del nuovo ospedale Patrizia Antolini simboleggia questa rinascita. La struttura, completamente demolita e ricostruita, è pronta ad accogliere i residenti e i milioni di pellegrini che ogni anno visitano il santuario di Santa Rita.
In questa terra benedetta dalla santa degli impossibili, la comunità ha dimostrato una resilienza ammirevole. Si lavora senza sosta, guardando avanti e pensando al futuro delle nuove generazioni. La dignità e l'unità della gente di Cascia sono state fondamentali in questo lungo percorso di ricostruzione.
Il ricordo del terremoto e l'emergenza
Il sindaco Mario De Carolis, all'epoca vicesindaco e operatore sanitario, conserva ricordi vividi di quei giorni drammatici. «Scriverò un libro quando finirò il mio mandato», ha dichiarato, sottolineando la precisione dei suoi ricordi. Dal 24 agosto 2016, giorno della prima scossa, ha affiancato il sindaco nella gestione dell'emergenza, concentrandosi sull'assistenza alla popolazione.
Il 30 ottobre 2016 segnò uno spartiacque. Dopo i danni iniziali del 24 agosto, la scossa del 30 ottobre costrinse all'evacuazione del municipio, della scuola e dell'ospedale. Circa 800 persone su 3.000 abitanti dovettero trovare una nuova sistemazione. La gestione degli sfollati rappresentò la criticità maggiore, colpendo particolarmente le persone fragili, gli anziani e i bambini.
Le difficoltà non si fermarono qui. Le abbondanti nevicate di gennaio 2017 causarono slavine, isolando alcune frazioni. Molte chiese rimasero inaccessibili, ad eccezione del santuario di Santa Rita, riaperto quasi immediatamente. Prima del 30 ottobre, si tentava di ripartire con eventi come la mostra mercato dello zafferano, un tentativo di rilancio annullato dalle scosse del 26 ottobre.
La mattina del 30 ottobre: paura e soccorso
La mattina del 30 ottobre, il sindaco si trovava in casa. La famiglia si era riunita in salone, vicino alla porta, per timore delle scosse. La violenza del terremoto fu tale da dare la sensazione di una demolizione in atto. La priorità assoluta divenne raggiungere l'ospedale per evacuare i pazienti, molti dei quali paralizzati, con gli ascensori bloccati. Garantire la sicurezza e la continuità dell'assistenza fu la missione principale.
Le prime risposte all'emergenza sanitaria furono strutture provvisorie. Nel novembre 2016, i servizi furono trasferiti al centro salute di via XX Settembre. Nel febbraio 2017, fu inaugurato un presidio sanitario modulare. L'assistenza agli sfollati avvenne tramite le 133 Sae (Soluzioni Abitative in Emergenza) e il Cas (Contributo di Autonoma Sistemazione).
Un passo fondamentale per il ripristino dei servizi ospedalieri fu la collaborazione con le suore del monastero di Santa Rita. Nel settembre 2018, grazie al sostegno della Fondazione Francesca Rava, fu inaugurata l'ex Casa degli Esercizi spirituali come presidio di riabilitazione e residenza sanitaria assistita, con 40 posti letto.
La comunità: dignità e lavoro
Il sindaco esprime profondo orgoglio per la reazione della sua comunità. La maggioranza dei cittadini ha dimostrato una dignità eccezionale, concentrandosi sul lavoro e sulla ripartenza. «Abbiamo detto la verità, senza chiedere o fare richieste esagerate», ha affermato il sindaco. L'impegno è stato quello di «sporcarsi le mani», senza protagonismo e senza sfruttare la tragedia.
La ricostruzione pubblica e privata
A dieci anni dal sisma, Cascia, inserita nel cratere ristretto con Preci e Norcia, ha raggiunto traguardi significativi nella ricostruzione. Il 90% delle strutture private danneggiate è stato avviato ai lavori, molte delle quali già completate. Le problematiche residue riguardano principalmente aspetti burocratici e difficoltà delle proprietà.
La ricostruzione pubblica ha seguito un iter più complesso a causa della burocrazia. L'ordinanza 100 del commissario Giovanni Legnini ha dato impulso agli interventi privati, mentre le ordinanze successive di Guido Castelli hanno accelerato quelli pubblici. Sono state riaperte la chiesa di San Francesco e sono in corso i lavori per la chiesa di Sant’Antonio.
Per quanto riguarda le scuole, si è optato per una soluzione radicale. Edifici apparentemente agibili, ma con danni strutturali interni, hanno richiesto la demolizione completa. Le nuove strutture poggiano su isolatori sismici, garantendo la massima sicurezza. Il complesso scolastico è stato ricostruito con cemento armato adeguato alle nuove normative antisismiche.
Simboli di ripartenza: il Comune e l'ospedale
Il palazzo comunale, recuperato nel 1979, ha subito danni significativi all'ultimo piano a causa del sisma del 2016. La struttura è stata ingabbiata e messa in sicurezza. La riapertura del Comune, insieme a quella della chiesa di San Francesco, ha rappresentato un primo, importante ritorno alla normalità per la comunità.
Il nuovo ospedale Patrizia Antolini, inaugurato di recente, sorge dove prima c'era una struttura degli anni 1958-1962. La demolizione e ricostruzione sono state necessarie per garantire la massima sicurezza. I lavori, completati in circa tre anni, hanno visto l'applicazione di isolatori sismici e l'uso di materiali innovativi come la canapa, ignifuga e isolante.
La zona vicino all'ospedale, costruita su terreno di riporto e non su roccia compatta, ha subito maggiormente gli effetti del sisma. La profondità della roccia in quel punto ha influito sulla tenuta del terreno. L'esperienza del terremoto ha reso Cascia più preparata ad affrontare futuri eventi sismici, con la consapevolezza che il rischio è una realtà costante nella zona.
Domande frequenti sulla ricostruzione di Cascia:
Quali sono stati i principali ostacoli nella ricostruzione di Cascia dopo il sisma del 2016?
I principali ostacoli sono stati la complessità burocratica, soprattutto per la ricostruzione pubblica, e le difficoltà legate alle proprietà private. In alcuni casi, come per le scuole, si è reso necessario demolire edifici apparentemente agibili a causa di danni strutturali interni non immediatamente visibili.
Come ha reagito la comunità di Cascia di fronte alla tragedia del terremoto?
La comunità di Cascia ha reagito con grande dignità e unità. Il sindaco Mario De Carolis ha sottolineato l'impegno dei cittadini nel lavoro e nella ripartenza, evitando protagonismi e concentrandosi sulla ricostruzione concreta. La resilienza e la determinazione sono state le chiavi per superare questo momento difficile.