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A Casapesenna, in Campania, due beni confiscati alla camorra sono stati trasformati in un centro per il benessere animale e un caseificio sociale. L'iniziativa mira a creare opportunità di lavoro e inclusione, dimostrando la presenza dello Stato sul territorio.

Nuova vita per beni confiscati alla camorra

Le aree un tempo controllate dalla criminalità organizzata a Casapesenna hanno visto l'apertura di due nuove strutture. Queste iniziative rappresentano un forte segnale di rinascita e legalità. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha sottolineato come ora lo Stato sia presente dove prima dominava la camorra.

Questi progetti sono stati realizzati dal Consorzio pubblico Agrorinasce. Hanno visto la collaborazione del Comune di Casapesenna. I finanziamenti sono arrivati dal Governo e dalla Regione Campania. L'obiettivo è trasformare simboli del passato criminale in motori di sviluppo sociale ed economico.

Centro benessere per animali e inclusione sociale

Un'area di circa 750 metri quadrati in via Limitone è stata dedicata a un centro per il benessere degli animali domestici. Questo spazio era stato confiscato ad Alfredo Zara. L'immobile era stato gravemente danneggiato da atti vandalici dopo la confisca.

Il presidente Fico ha collegato il benessere animale alla civiltà di un Paese. Il progetto, con un costo totale superiore ai 500mila euro, ha usufruito di fondi statali. Questi fondi sono destinati al recupero di beni confiscati. La gestione del centro è stata affidata all'Anpaa, Associazione nazionale protezione ambiente e animali.

La sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, ha citato: «Potete distruggere tutti i fiori ma non impedirete alla primavera di rifiorire». Questa frase ha ben rappresentato lo spirito dell'iniziativa.

Caseificio sociale: produzione e solidarietà

La seconda inaugurazione ha riguardato un caseificio sociale. L'immobile, di circa 500 metri quadrati su due livelli, era stato confiscato a Raffaele Capaldo. Quest'ultimo era parente del noto capoclan Michele Zagaria.

Anche questo edificio aveva subito danni significativi. Nel 2017, il Comune di Casapesenna lo aveva affidato ad Agrorinasce. L'obiettivo era la sua progettazione, recupero e valorizzazione per fini sociali. La Regione Campania ha finanziato l'intervento per un totale di 1,4 milioni di euro.

Maria Rosaria Laganà, direttore dell'Agenzia per i beni confiscati, ha espresso grande soddisfazione. Ha evidenziato come Casapesenna, e anche Caserta, stiano dando un esempio positivo. La provincia di Caserta è la seconda nella regione per beni confiscati e riutilizzati.

Maria Antonietta Troncone, presidente di Agrorinasce, ha aggiunto che questi luoghi, un tempo simboli del potere criminale, ora diventano spazi di produzione. Sono anche luoghi di inclusione sociale, servizi e solidarietà. Possono generare lavoro e nuove opportunità per l'intero territorio.