A Pavia, durante l'Innovation Week, si è discusso dell'importanza di unire università e mondo imprenditoriale per promuovere l'innovazione e trattenere i talenti sul territorio.
Università e imprese: un patto per l'innovazione
Creare sinergie tra istituti accademici e realtà produttive è fondamentale. Questo il messaggio emerso durante un incontro a Pavia, organizzato nell'ambito della Pavia Innovation Week. L'obiettivo è stimolare l'innovazione e rispondere alle esigenze dei mercati. Si chiede alle aziende locali di investire nella formazione di giovani ricercatori. Questi professionisti diventano un valore aggiunto, portando competenze all'interno delle imprese.
Il rettore dello IUSS, Mario Martina, ha sottolineato questa necessità. Ha invitato il mondo imprenditoriale a investire nei professionisti della ricerca. L'intento è cambiare la percezione del dottorato. Per un'azienda, investire in questa fase significa partecipare attivamente. Le imprese possono esprimere i propri bisogni. Possono contribuire alla definizione di quesiti scientifici. Possono collaborare con i team di ricerca per trovare soluzioni innovative.
Dottorati di ricerca: un investimento strategico
Il rettore Martina ha evidenziato la scarsità di risorse destinate ai dottorati di ricerca in Italia. Spesso le aziende preferiscono affidarsi a consulenti esterni. Questo comporta una perdita di know-how interno. Investire nei dottorati significa puntare su giovani menti. Questi ricercatori operano in un ambiente universitario protetto. Acquisiscono competenze fondamentali per le aziende. Diventano un capitale umano prezioso.
È quindi necessario un cambio di prospettiva. Questo rafforzerà il tessuto imprenditoriale locale. Favorirà la creazione di un ecosistema integrato e competitivo. Il periodo del dottorato può essere sfruttato per formare futuri dipendenti. In questo modo, si trasferiscono talento e competenza direttamente nelle aziende. È quanto ha spiegato il rettore Martina.
Attrarre talenti: una sfida per le aziende
L'importanza di individuare e integrare menti brillanti nelle aziende è stata ribadita da Lorenzo Maggi. È vicepresidente esecutivo di LabAnalysis, un gruppo con circa 1.400 dipendenti. Oltre 500 lavorano nella sede di Casanova Lonati, vicino a Broni. Maggi ha sottolineato l'indispensabilità di rafforzare la rete tra università, aziende e istituzioni. Per la sua azienda, attrarre talenti qualificati è una sfida cruciale. Profili altamente specializzati sono essenziali. Questo vale soprattutto in settori come la sostenibilità e il monitoraggio ambientale, farmaceutico e alimentare.
La creazione di reti solide è essenziale. Permette di trasformare la ricerca in innovazione concreta. Sostiene lo sviluppo del territorio. Lo sa bene Piero Manzoni, amministratore delegato di Simbiosi e presidente di Synere. Queste società si occupano di intelligenza territoriale. L'obiettivo è coordinare gli attori locali per uno scambio di competenze efficace. Manzoni ha spiegato che si mettono in comunicazione le risorse. Si valorizzano i territori anche attraverso la ricostruzione ambientale.
Simbiosi: un modello di rigenerazione territoriale
Simbiosi, con sede nell'Innovation Center Giulio Natta, nasce da un'esperienza pionieristica. Si tratta di rigenerazione territoriale in un'area di 1.500 ettari tra Giussago e i centri limitrofi. Manzoni ha definito Simbiosi la prima smart land. L'azienda trasforma le attività produttive in ecosistemi territoriali intelligenti. Integra energia, acqua, scarti, natura e dati in un'unica piattaforma. Questo modello di intelligenza territoriale è stato scelto dal gruppo Fedegari. Fedegari è leader internazionale nella sterilizzazione e bio-decontaminazione. Opera nei settori farmaceutico, biotech e alimentare. La collaborazione mira a rafforzare la sostenibilità del gruppo.