La notte di Pasqua a Casalpusterlengo è stata segnata da violenti scontri nel centro storico, con tre giovani ricoverati in ospedale a seguito di aggressioni con armi bianche e bottiglie. Le autorità stanno valutando misure per garantire la sicurezza.
Violenza inaudita nel cuore di Casalpusterlengo
La città di Casalpusterlengo ha vissuto una Pasqua di profonda tristezza. La violenza è esplosa nel centro storico, tra largo Casali, piazza del Popolo, via Garibaldi e la stazione. Questi episodi hanno raggiunto livelli preoccupanti. Le istituzioni sono chiamate a dare una risposta decisa. Il centro cittadino, tra l'una e le due di notte tra sabato e domenica, si è trasformato in un teatro di scontri. Il bilancio è pesante: tre giovani sono finiti in ospedale. Una scia di sangue solleva interrogativi in vista dell'estate.
Le prime ricostruzioni indicano che una lite, iniziata intorno all'una, è rapidamente degenerata. Sotto i portici di largo Casali, tavoli e sedie dei locali sono stati usati come armi. In questo clima di caos, un ragazzo è stato isolato. È stato aggredito selvaggiamente da un gruppo di persone. Poco dopo, si è verificato l'episodio più grave: un accoltellamento. L'arma bianca era descritta come un lungo coltello. Alcuni testimoni hanno visto un ragazzo sorreggere un altro giovane di 19 anni. Quest'ultimo perdeva molto sangue dalla coscia sinistra.
Tre giovani in ospedale dopo aggressioni
Il diciannovenne ferito è stato trasportato d'urgenza in codice rosso al San Matteo di Pavia. Nella stessa violenta contesa, un altro diciannovenne italiano è rimasto ferito da un'arma da taglio. È stato ricoverato in codice giallo all'ospedale di Cremona. In un altro focolaio di violenza, un terzo giovane, maggiorenne italiano, è stato colpito alla testa da una bottiglia. È finito all'ospedale di Codogno in codice verde. Nella stessa notte, verso le 5, un uomo di 42 anni è stato picchiato selvaggiamente. Due connazionali lo hanno aggredito fuori dalla stazione. È stato portato in codice giallo all'ospedale.
Risposta istituzionale e misure di sicurezza
Il sindaco Elia Delmiglio ha immediatamente contattato il prefetto di Lodi, Davide Garra. L'obiettivo è coordinare una risposta istituzionale. «Ora è necessario un segnale forte», ha dichiarato Delmiglio. «Tolleranza zero verso chi mette a rischio la sicurezza dei cittadini». Ha aggiunto che le misure già attive sembrano non bastare. «La sicurezza non è negoziabile», ha sottolineato il sindaco. «Dobbiamo interrogarci, lavorando insieme con la Prefettura e le forze dell’ordine per intervenire con fermezza». La risposta potrebbe concretizzarsi su tre fronti. Si prevedono controlli straordinari massicci. Potrebbe esserci un'ordinanza per la chiusura anticipata dei locali. Si valuta anche la chiusura temporanea di alcuni esercizi commerciali.