Cronaca

Moira Cucchi: la sua storia contro la violenza di genere

15 marzo 2026, 16:08 2 min di lettura
Moira Cucchi: la sua storia contro la violenza di genere Immagine generata con AI Carugate
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Presentazione "Non sei sola" a Carugate

Si è tenuta a Carugate la presentazione di "Non sei sola", un opuscolo informativo dedicato al Codice Rosso e alle norme contro la violenza di genere. L'evento ha visto la partecipazione di Moira Cucchi, testimone diretta di violenza domestica.

L'incontro, ospitato nella galleria del centro commerciale Carosello, ha avuto lo scopo di sensibilizzare la comunità e offrire supporto concreto alle vittime. La testimonianza di Cucchi mira a incoraggiare altre donne a uscire da situazioni di abuso.

La testimonianza di Moira Cucchi

Moira Cucchi, originaria di Brescia, ha condiviso la sua esperienza di fuga da un marito violento, sottolineando il coraggio necessario per proteggere i propri figli. La sua decisione di andarsene è nata dalla consapevolezza di non poter lasciare i bambini esposti a quella violenza.

«Sono scappata, letteralmente, per amore dei ragazzi, quando ho visto che il padre iniziava ad aggredire il maggiore», ha raccontato Cucchi. La sua battaglia personale si trasforma ora in un impegno pubblico per aiutare altre donne.

Il supporto della Rete Viola

Al fianco di Moira Cucchi era presente la Rete Viola, un network che aggrega 28 comuni del territorio impegnati nella lotta contro le violenze e le vessazioni. Il sindaco di Carugate, Luca Maggioni, ha evidenziato l'importanza di queste iniziative.

«Moira e la Rete ci hanno ricordato l’importanza di continuare a parlare e raccontare a chi è vittima di violenza che si può reagire e che si deve denunciare», ha affermato Maggioni. Ha inoltre sottolineato che nessuna donna deve sentirsi sola in questa battaglia.

Dati e iniziative sul territorio

Sul territorio interessato dall'iniziativa, si registrano oltre 200 nuovi casi di violenza ogni anno. La rete di supporto evidenzia come questo fenomeno non conosca distinzioni di età, estrazione sociale o livello di istruzione.

Il problema del sommerso, ovvero delle donne che non riescono a chiedere aiuto, rimane una preoccupazione costante per operatori e amministratori. Sono già in corso collaborazioni con le scuole per amplificare le voci di chi ancora non riesce a farsi sentire.

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