Sciopero Emmelibri: operai in protesta per diritti e premi
Protesta alla Emmelibri di Carpiano
Cinque giorni di sciopero e sit-in si sono conclusi ieri davanti ai cancelli della Emmelibri, importante snodo logistico situato a Carpiano. La protesta ha coinvolto i lavoratori impiegati nella movimentazione e smistamento di libri, giocattoli e articoli Lego.
La mobilitazione, coordinata dal sindacato autonomo Si Cobas, ha visto la partecipazione di 44 lavoratrici, su un totale di 50 dipendenti della cooperativa che gestisce i servizi logistici. La maggior parte del personale impiegato è composto da donne.
Rivendicazioni sindacali e mancati accordi
Al centro delle richieste dei manifestanti vi sono diversi punti critici. In primo luogo, la cooperativa avrebbe negato il riconoscimento dei premi di risultato relativi al 2025, adducendo il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte dei lavoratori. Tuttavia, secondo quanto riportato dal sindacato, non sarebbero stati forniti dati concreti a supporto di tale contestazione.
Ulteriori motivi di attrito riguardano il mancato adeguamento dei ticket restaurant, che i lavoratori attendono vengano aumentati da 8 a 10 euro. Sono inoltre contestati i premi di presenza, pensati per incentivare la continuità lavorativa e la disponibilità del personale, specialmente nei periodi di maggiore intensità operativa.
Contesto storico e richieste alla committente
La zona Sud di Milano, e in particolare Carpiano, è storicamente teatro di rivendicazioni sindacali nel settore della logistica. Già tra il 2008 e il 2009, scioperi organizzati dal Si Cobas in stabilimenti simili di Carpiano, Cerro al Lambro e San Giuliano avevano acceso i riflettori sulla necessità di condizioni di lavoro più umane e dignitose.
Le lavoratrici in sciopero chiedono non solo risposte dalla cooperativa appaltatrice, ma anche un intervento diretto da parte della committente, la Emmelibri, affinché si possa sbloccare la situazione e trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti coinvolte.