Un'inchiesta per bancarotta fraudolenta coinvolge una società di Carmiano che gestiva residenze per anziani. Sono state avanzate richieste di arresto e divieti di esercitare attività d'impresa per quattro persone.
Indagine su presunta bancarotta fraudolenta
Un'indagine giudiziaria ha preso di mira la G.r.s. Srl, un'azienda di Carmiano. Questa società operava nella gestione di residenze socio-sanitarie dedicate agli anziani. Le strutture si trovavano a Miggiano e San Donaci. Il tribunale ha dichiarato il fallimento della società nel 2021. L'inchiesta vede coinvolte nove persone. I loro residenti sono nelle province di Lecce e Bari.
Il pubblico ministero Alessandro Prontera ha avanzato specifiche richieste. Si tratta di due provvedimenti di arresti domiciliari. Questi sono destinati a M. S., un uomo di 50 anni residente a Brindisi. L'altro destinatario è G. V., un 49enne di Adelfia, in provincia di Bari.
Inoltre, sono state richieste misure cautelari più severe. Queste includono il divieto di svolgere attività d'impresa. Viene anche richiesto il divieto di ricoprire incarichi direttivi. Queste misure riguardano L. L., un 65enne di Mola di Bari. Coinvolto anche F. D. M., un 54enne originario di Roma ma residente a Bologna.
Accuse di distrazione patrimoniale
I quattro indagati, per i quali sono state chieste le misure cautelari, devono rispondere di vari reati. Le accuse principali sono di bancarotta fraudolenta. Questa si riferisce sia alla parte patrimoniale che a quella documentale. Gli interrogatori preliminari sono fissati per la mattina seguente. Si svolgeranno davanti al giudice per le indagini preliminari, Maria Francesca Mariano.
Durante gli interrogatori, i quattro indagati avranno la possibilità di rispondere alle domande del giudice. In alternativa, potranno avvalersi della facoltà di non rispondere. Secondo l'ipotesi formulata dalla Procura, M. S. avrebbe agito come amministratore di fatto della G.r.s. Srl. Egli sarebbe stato il vero gestore delle attività societarie. G. V., invece, avrebbe ricoperto il ruolo di amministratore di diritto per un certo periodo.
Entrambi sono accusati di aver compiuto una serie di operazioni. Lo scopo sarebbe stato quello di sottrarre fondi al patrimonio aziendale. Questo sarebbe avvenuto tramite la cosiddetta “distrazione” di somme di denaro. Si parla di diverse migliaia di euro. Nell'inchiesta compaiono anche L. L., quale amministratore di diritto di società fornitrici utilizzate dalla G.r.s.. E F. D. M., amministratore di diritto di un'altra società collegata.
Sistema di fatture false e consulenze fittizie
Il presunto sistema illecito si sarebbe basato sull'impiego di società fornitrici. Queste sarebbero riconducibili agli stessi indagati. Venivano formalizzati contratti per l'esternalizzazione del personale. Questo serviva a distrarre risorse economiche. La Procura contesta anche l'emissione di fatture. Si tratta di fatture relative a forniture e servizi ritenuti inesistenti. Esempi includono attrezzature e arredi mai consegnati.
Vengono contestate anche varie consulenze. Queste sono considerate fittizie. Servivano a giustificare esborsi di denaro non dovuti. L'indagine ha messo in luce prelievi di denaro giudicati sospetti. Sono state analizzate movimentazioni finanziarie prive di giustificazione contabile. La Procura ha esaminato anche fondi societari utilizzati per spese estranee all'attività d'impresa. Tali spese includono soggiorni e acquisti personali.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Raffaele Benfatto, Gianni Gemma, Antonio Bolognese, Lea Bolognese, Antonio La Scala e Nicola Oberdan Laforgia. Al termine degli interrogatori, il giudice prenderà una decisione. Valuterà se applicare le misure cautelari richieste dalla Procura. La vicenda riguarda la gestione di strutture dedicate alla cura degli anziani.
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