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Una vincita fortunata si è trasformata in un incubo per un giovane di Cinisi. Rapinato, picchiato e minacciato di morte per 100mila euro. Cinque persone arrestate.

Agguato per vincita al Gratta e Vinci

Un evento fortunato si è tramutato in un vero e proprio incubo. La gioia per una vincita di 100mila euro al Gratta e Vinci si è dissolta in terrore. I Carabinieri della Compagnia di Carini hanno agito. Hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. Cinque giovani sono finiti agli arresti domiciliari. Indossano un braccialetto elettronico.

Sono accusati di gravi reati. Tra questi, rapina aggravata e tentato omicidio. Anche porto di armi da fuoco è contestato. Lesioni personali, tentata estorsione e furto completano il quadro. L'indebito utilizzo di carta di credito e minacce sono anch'essi contestati. L'appropriazione indebita chiude l'elenco delle accuse.

La trappola dopo la vincita

La vicenda ha avuto inizio nel gennaio dell'anno scorso. Un giovane residente nella provincia ha centrato la fortuna. Una vincita di 100mila euro con un gratta e vinci. La notizia, anziché rimanere riservata, ha attirato l'attenzione di un gruppo criminale locale. Il 21 febbraio è scattata la trappola. La vittima è stata attirata con l'inganno in una zona isolata.

Lì, tre uomini con il volto coperto da passamontagna lo attendevano. Erano armati. Portavano bastoni e un fucile a canne mozze. Lo hanno accerchiato. Lo hanno terrorizzato. Hanno esploso colpi d'arma da fuoco in aria. Poi lo hanno pestato brutalmente. Gli indagati hanno anche rubato contanti e il cellulare della vittima. Hanno preso la carta del libretto postale. Subito dopo, hanno effettuato prelievi illeciti.

Minacce e violenze continue

Nonostante le minacce di morte, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare. Questo ha segnato l'inizio di una persecuzione spietata. Il gruppo, a cui si sarebbe unita una donna di 29 anni, denunciata a piede libero, ha avviato una campagna di rappresaglie. L'obiettivo era costringere la vittima a ritirare la querela. La violenza non si è limitata alle parole.

Il giovane è stato addirittura investito deliberatamente da un'auto. Ha ricevuto pesanti minacce di morte. Queste minacce si sono estese anche ai suoi familiari. L'escalation è avvenuta il 5 novembre scorso. Uno degli indagati lo ha accoltellato all'addome. L'aggressione è avvenuta tra le vie del paese.

Indagini e prove decisive

Le meticolose indagini sono state sviluppate inizialmente dalla locale Stazione Carabinieri. Successivamente è intervenuta la Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile. Hanno chiarito anche i tentativi di inquinamento delle prove. I componenti del gruppo avevano fornito articolate versioni di comodo. Cercavano di sviare le indagini. Ad incastrare i responsabili sono stati i filmati della videosorveglianza. Anche i tracciamenti dei prelievi bancari sono stati fondamentali. Complesse attività tecniche hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza.

Arresti domiciliari per i responsabili

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha valutato la spregiudicatezza degli indagati. Ha ritenuto sussistente un grave quadro indiziario. Il pericolo di reiterazione dei reati era concreto. Per tutti gli indagati, ad esclusione della donna, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. L'applicazione del braccialetto elettronico è stata confermata.

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