Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira) di Capua ha ufficializzato il suo piano strategico per il triennio 2026-2028. L'obiettivo è rafforzare il ruolo del Cira nella ricerca aerospaziale nazionale ed europea, trasformando le scoperte scientifiche in valore industriale.
Nuove direttrici per la ricerca aerospaziale
Il Cira, con sede a Capua, ha definito le sue priorità per i prossimi tre anni. Il nuovo Piano Strategico Triennale 2026-2028 mira a consolidare il ruolo del Centro come attuatore del Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale (Prora). Si tratta di un documento fondamentale che delinea le traiettorie di sviluppo e gli strumenti operativi.
L'ambizione è chiara: rafforzare il posizionamento del Cira in un contesto geopolitico e tecnologico in rapida evoluzione. La ricerca scientifica dovrà tradursi in valore industriale concreto. Questo supporta le politiche nazionali ed europee del settore aerospaziale.
Il piano prevede la formazione di nuove competenze specialistiche. Promuove inoltre una collaborazione sempre più stretta con il mondo delle imprese. L'intento è creare un motore nazionale di innovazione aerospaziale. Questo metterà a disposizione della comunità scientifica e imprenditoriale competenze avanzate.
Saranno rese accessibili infrastrutture sperimentali uniche. Verranno sviluppati dimostratori tecnologici. L'obiettivo è accelerare il passaggio dalla ricerca all'applicazione pratica. Questo è cruciale in un panorama che richiede ricerca avanzata e tempi rapidi.
Un ruolo chiave nei programmi europei e nazionali
Il Piano Strategico nasce in risposta alle esigenze dei programmi europei e internazionali. Questi includono Horizon Europe e l'European Competitiveness Fund. Anche Clean Aviation, Sesar e le roadmap dell'Esa sono punti di riferimento. Le iniziative nei settori della difesa e dual-use richiedono capacità di ricerca avanzata.
Sono necessarie dimostrazioni in volo e infrastrutture di alto livello. I tempi di trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo devono essere più rapidi. In questo scenario, il Cira si propone come riferimento nazionale. Sarà il punto di riferimento per la sperimentazione, la validazione e la maturazione tecnologica.
Il presidente del Cira, Tommaso Edoardo Frosini, ha commentato: «Con questo Piano Strategico il Cira intende mettere a fattor comune la conoscenza accumulata in anni di ricerca». La sua trasformazione in capacità concreta di innovazione per il Paese è un punto chiave.
«Vogliamo essere sempre di più un volano per la comunità scientifica e imprenditoriale italiana ed europea», ha proseguito Frosini. Il Centro metterà a disposizione laboratori, infrastrutture e sistemi prototipali. L'obiettivo è accompagnare lo sviluppo del settore aerospaziale.
Si punta a generare benefici reali in termini di competitività. Migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini è un altro traguardo. Il piano organizza le attività triennali lungo direttrici fondamentali.
Ricerca applicata e sostegno alle politiche industriali
La prima direttrice fondamentale è utilizzare la ricerca per attività industriali. Si punterà su tecnologie più mature, validabili e trasferibili. Questo approccio mira a ridurre il divario tra scoperta scientifica e applicazione pratica.
La seconda direttrice riguarda il sostegno alle linee politiche produttive europee e nazionali. Particolare attenzione sarà dedicata all'aviazione sostenibile. Anche il controllo e la gestione del traffico aereo sono aree prioritarie.
L'accesso e l'esplorazione spaziale rientrano negli obiettivi. L'osservazione della Terra è un altro settore strategico. Ci sarà uno sforzo di concentrazione e implementazione rivolto anche ai programmi di difesa.
Il Cira si posiziona quindi come un attore centrale per il futuro dell'aerospazio in Italia e in Europa. La sua strategia mira a coniugare eccellenza scientifica e impatto industriale. Questo porterà benefici tangibili per la società.