I Carabinieri del NAS hanno condotto controlli approfonditi nel Viterbese, portando al sequestro di quasi tre tonnellate di alimenti. L'operazione ha comportato anche la chiusura di dodici attività commerciali e l'applicazione di sanzioni per oltre 50.000 euro, evidenziando gravi criticità igienico-sanitarie e strutturali.
Controlli a tappeto nel Viterbese
I militari del Comando per la Tutela della Salute hanno svolto un'intensa campagna di verifiche. L'obiettivo era controllare diverse attività commerciali distribuite sull'intero territorio della provincia di Viterbo. Queste ispezioni hanno portato a risultati significativi in termini di sicurezza alimentare e rispetto delle normative.
Le operazioni hanno interessato specifici settori commerciali. Sono stati esaminati bar-pasticcerie e ristoranti, inclusi quelli di cucina etnica. Le verifiche si sono concentrate in città come Viterbo, Civita Castellana, Montefiascone, San Lorenzo Nuovo e Gradoli. L'esito ha evidenziato problematiche diffuse.
Sono state riscontrate gravi carenze. Queste riguardavano sia gli aspetti igienico-sanitari che quelli strutturali degli esercizi. Tali mancanze hanno reso necessaria la sospensione dell'operatività per otto locali. Inoltre, è stato disposto il sequestro di circa 1.600 chilogrammi di prodotti alimentari. Questi alimenti erano scaduti o presentavano rischi di contaminazione.
Sequestri e sanzioni per alimenti e mangimi
Le verifiche si sono estese anche ad altre tipologie di attività commerciali. A Civita Castellana e Canino, sono stati ispezionati due esercizi specializzati nella produzione e distribuzione. Questi si occupavano di mangimi e cibo per animali da compagnia, anche tramite vendite online. Sono state riscontrate irregolarità nell'etichettatura dei prodotti.
Per questi motivi, sono state sequestrate amministrativamente 213 confezioni di alimenti destinati agli animali. Le etichette non rispettavano le disposizioni normative vigenti. A questa violazione è seguita una sanzione pecuniaria di 4.000 euro.
Ulteriori controlli hanno avuto luogo a Viterbo, Capranica e Tuscania. Sono stati ispezionati un supermercato e tre minimarket di origine etnica. Anche in questi casi, sono emerse carenze significative. Non venivano rispettati i requisiti minimi previsti dalla legge. Questo ha portato alla chiusura del deposito alimentare del supermercato.
Sono stati inoltre chiusi completamente i due minimarket etnici. Le motivazioni includono la conservazione precaria degli alimenti. Molti prodotti erano privi della documentazione necessaria per garantirne la tracciabilità. Le sanzioni amministrative comminate in questa fase ammontano a 18.000 euro.
Chiusure per strutture non autorizzate e personale non qualificato
L'attività di controllo dei Carabinieri del NAS ha toccato anche settori diversi da quello alimentare. A Fabrica di Roma, i militari hanno individuato una comunità alloggio per anziani. La struttura operava senza possedere la prescritta autorizzazione al funzionamento. Di conseguenza, è stata disposta la chiusura immediata dell'attività.
Al gestore della struttura è stata comminata una sanzione amministrativa di 8.333 euro. Questo intervento sottolinea l'importanza del rispetto delle normative anche per le strutture socio-assistenziali. La sicurezza e il benessere degli ospiti sono prioritari.
Un altro intervento ha riguardato un centro estetico situato a Ronciglione. Durante l'ispezione, è stata rilevata la presenza di operatrici non in possesso delle qualifiche professionali richieste. Questa irregolarità ha comportato la chiusura dell'esercizio commerciale. La proprietaria è stata sanzionata con una multa di 1.000 euro.
Complessivamente, l'operazione ha portato al sequestro di quasi tre tonnellate di prodotti. Sono state chiuse dodici attività commerciali. Le sanzioni amministrative totali superano i 50.000 euro. Questi risultati dimostrano l'impegno costante delle forze dell'ordine nel garantire la sicurezza dei cittadini.
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