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L'artista Tullio Pericoli presenta a Cemmo di Capo di Ponte una mostra che unisce la sua pittura agli antichi graffiti della Valle Camonica. Le sue opere reinterpretano i segni rupestri, evocando la presenza umana e la storia millenaria del territorio.

Pericoli reinterpreta i graffiti rupestri della Valle Camonica

L'artista Tullio Pericoli, vicino ai novant'anni, presenta una nuova esposizione. Si intitola "Tullio Pericoli Terre rupestri e Terremobili".

La mostra si tiene nella Pieve di San Siro, a Cemmo di Capo di Ponte. L'evento è promosso dall’Associazione d’ADA. L'inaugurazione è prevista per il 28 marzo. La chiusura è fissata per il 17 maggio.

Pericoli espone circa trenta oli su tela. Le opere sono ispirate ai millenari graffiti della Valle Camonica. Questi segni antichi sono incisi sulla roccia.

L'artista è stato definito "camuno ad honorem". Ha un profondo legame con questo territorio. La sua arte dialoga con la storia incisa nella pietra.

L'ispirazione dalla "Mappa di Bedolina"

Il fulcro dell'ispirazione per Pericoli è la misteriosa "Mappa di Bedolina". Si tratta di uno degli insiemi figurativi più complessi del repertorio alpino.

Questa composizione rupestre presenta elementi quadrangolari. Sono connessi da linee e segni puntiformi. Suggerisce una logica spaziale coerente. È attribuita all'Età del Ferro.

Pericoli ha visto una foto di questa "piantina". È rimasto affascinato dalla sua complessità. Ha deciso di vederla di persona nel Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina.

Ha descritto i segni come tracciati da "mani gentili". Li ha trovati familiari e fraterni. Questa sensazione di vicinanza umana è centrale nella sua interpretazione.

L'artista confessa: "Il pittore è un ladro, ruba quel che gli può servire". Ha scomposto i petroglifi della "Mappa di Bedolina" nelle sue opere.

Un dialogo tra antico e contemporaneo

I titoli delle opere di Pericoli evocano atmosfere suggestive. "Invasione", "Luoghi caldi", "Notte", "Reperti".

Questi titoli alludono ai tempi incerti che stiamo vivendo. Tempi segnati da emergenze geologiche e fragilità.

Pericoli esprime un senso di colpa. Si sente quasi in colpa per offrire "artistiche distrazioni". Tuttavia, percepisce nella "Mappa di Bedolina" una bellezza magica.

La trova simile a "una pentola di zucchero filato". Vi scorge qualcosa di giocoso e infantile. Un'ironia sottotono che sente vicina.

Ricorda il gioco "Facciamo che io ero?". Afferma di averlo fatto lui, pur non essendo capace di dipingere "L’Urlo" di Munch.

L'arte come traccia di umanità

L'artista cita Paul Klee come altra fonte d'ispirazione. Klee sarebbe stato conquistato dall'incantesimo della Bedolina.

Pericoli rivela un indizio fondamentale. "Questi segni comunicano ancora un’intensa vibrazione".

Sono tracce di uomini che hanno voluto testimoniare la loro esistenza. Hanno lasciato un'impronta sulla terra.

La Valle Camonica è un luogo unico. Offre un corpus d'arte e vita senza rivali. Migliaia di graffiti adornano la "pietra simona" rossiccia.

Le incisioni raffigurano scene di caccia. Mostrano animali ormai scomparsi. Vi sono anche raffigurazioni religiose, come un Dio Sole.

Si vedono anche reti e pesci. È la massima manifestazione dello stile preistorico in Europa.

Queste storie sono state martellate pazientemente sulle rocce. Rappresentano un testamento poetico. Un album popolare.

La "Mappa di Bedolina" rimane un mistero. Archeologi e studiosi si sono affannati a interpretarla.

Pericoli, con la sua sensibilità artistica, sembra aver colto un aspetto profondo. Non lo rivela apertamente, ma lo lascia intuire.

La mostra si inserisce nel rispetto della sacralità dell'antico tempio romanico. La pietra nuda e le tracce di affreschi creano un'atmosfera suggestiva.

Le opere di Pericoli risuonano con questo ambiente. Creano un dialogo tra l'arte contemporanea e le testimonianze del passato.

L'artista marchigiano porta la sua visione. La Valle Camonica diventa lo scenario per una riflessione sull'arte e sulla memoria.

La sua capacità di "rubare" e reinterpretare i segni antichi è evidente. Trasforma le tracce millenarie in un linguaggio contemporaneo.

La mostra è un invito a riscoprire la ricchezza archeologica della Valle Camonica. E a vedere come l'arte possa far rivivere il passato.

Le opere di Pericoli non sono semplici copie. Sono rielaborazioni che catturano l'essenza dei segni rupestri.

Trasmettono l'emozione di chi ha lasciato un segno. Un desiderio di comunicare la propria presenza.

L'esposizione è un'occasione unica. Unisce la pittura di un maestro affermato alla storia ancestrale di un territorio.

La Valle Camonica, con le sue rocce incise, diventa un palcoscenico. Per un artista che sa ascoltare le voci del passato.

La mostra "Tullio Pericoli Terre rupestri e Terremobili" promette di essere un evento culturale di rilievo.

Attira l'attenzione sulla conservazione del patrimonio archeologico. E sulla continua attualità dei messaggi antichi.

L'arte di Pericoli è un ponte. Collega il presente con le origini dell'umanità.

Le sue tele sono un invito alla contemplazione. E alla riflessione sul nostro posto nel tempo.

La scelta della Pieve di San Siro non è casuale. Un luogo sacro che amplifica il messaggio.

L'artista riesce a fondere la sua poetica con la spiritualità del luogo.

Le opere sono esposte in un contesto che ne esalta il valore.

La mostra è un'esperienza immersiva. Un viaggio nel tempo e nell'arte.

La Valle Camonica si conferma scrigno di tesori. E Pericoli ne è il nuovo cantore.

Le sue interpretazioni aggiungono un capitolo alla storia di questi segni.

Un capitolo fatto di colore, emozione e contemporaneità.

La mostra è un appuntamento imperdibile per gli amanti dell'arte.

E per chiunque voglia scoprire la Valle Camonica.

Attraverso gli occhi di un grande artista.

Che sa cogliere l'anima delle pietre.

E le storie che raccontano.

Le opere sono un omaggio alla creatività umana.

Che attraversa i millenni.

E continua a stupire.

La mostra di Tullio Pericoli è un evento da non perdere.

Un'occasione per riflettere sull'arte.

E sulla nostra eredità.

La Valle Camonica è un museo a cielo aperto.

Pericoli ne svela nuove prospettive.

Con la sua pittura.

E la sua profonda sensibilità.

Le sue opere sono un invito a guardare.

E a scoprire.

Le tracce del passato.

Nel presente.

La mostra è un successo annunciato.

Per la qualità dell'artista.

E per la forza del soggetto.

La Valle Camonica è protagonista.

Grazie all'arte di Pericoli.

Un legame indissolubile.

Tra uomo e natura.

Tra arte e storia.

Tra presente e passato.

La mostra è un'esperienza unica.

Che rimarrà impressa.

Nella memoria dei visitatori.

E nella storia dell'arte.

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