Una varietà di pomodoro dimenticata, il 'borsa di montone', è stata salvata dall'estinzione e riconosciuta come Presidio Slow Food. Coltivato tra Toscana ed Emilia-Romagna, questo pomodoro autunnale vanta un sapore intenso e unico.
Riscoperta di un sapore antico in Appennino
Il pomodoro denominato 'borsa di montone' ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Presidio Slow Food. Questa varietà, capace di maturare durante la stagione autunnale, era quasi scomparsa dalla memoria collettiva. La sua riscoperta è merito di un giovane agricoltore, Simone Rossini. Quest'ultimo è venuto a conoscenza della sua esistenza grazie al racconto di un anziano contadino locale. Attualmente, la coltivazione è portata avanti da quattro produttori. Essi operano in un'area a cavallo dell'Appennino tosco-emiliano. I comuni interessati sono Cantagallo, Vaiano e Vernio, tutti situati in provincia di Prato.
Simone Rossini, oggi figura di riferimento per i produttori del Presidio, è cresciuto in un contesto urbano. La sua scelta di dedicarsi all'agricoltura è stata una decisione ponderata. Circa un decennio fa, ha sentito per la prima volta parlare di questo pomodoro. L'ha appreso da Amerigo, un anziano agricoltore di Vernio. Quest'ultimo lo chiamava affettuosamente 'pomodoro tigrato'.
«Un tempo», racconta Rossini, «in val Bisenzio il pomodoro borsa di montone era diffuso ovunque. Lo si trovava negli orti di quasi tutte le famiglie. Il motivo era il suo sapore eccezionale. Era intenso, meraviglioso. Non si trattava di una semplice dolcezza, ma di un gusto profondo e appagante. La sua buccia, pur apparendo coriacea, si rivelava in realtà sottilissima al palato».
Nonostante le sue qualità, questo pomodoro non ha mai conosciuto una vera e propria commercializzazione su larga scala. La sua diffusione, iniziata probabilmente intorno agli anni Cinquanta. Si ipotizza che sia giunto in Toscana dalla Corsica, forse portato da persone che si recavano sull'isola per tagliare legna. La varietà è scomparsa rapidamente come era apparsa.
Vantaggi della coltivazione in quota e obiettivi del Presidio
La coltivazione di questa particolare specie di pomodoro presenta caratteristiche uniche. Essa avviene a quote comprese tra i 250 e i 500 metri sul livello del mare. Questo posizionamento geografico offre un notevole vantaggio. Le piante non subiscono lo stress idrico tipico delle zone pianeggianti. Ciò contribuisce alla loro salute e alla qualità del frutto.
L'istituzione del Presidio Slow Food per il pomodoro 'borsa di montone' persegue obiettivi ambiziosi. Oltre alla salvaguardia della varietà dal rischio di estinzione, vi è la volontà di promuovere il territorio. «L'obiettivo del Presidio», spiega il referente Slow Food Andrea Marescotti, «è contribuire a valorizzare turisticamente la val Bisenzio». Si punta a far conoscere questa zona attraverso le sue eccellenze gastronomiche.
Il percorso che ha condotto al riconoscimento ufficiale è stato complesso e ha coinvolto diverse realtà accademiche. La facoltà di Agraria dell'Università di Pisa ha svolto un ruolo cruciale. Ha contribuito alla definizione delle caratteristiche morfologiche specifiche della varietà. Parallelamente, la Fondazione Pin - Polo di Prato dell'Università di Firenze ha condotto analisi approfondite. Queste ultime hanno riguardato gli aspetti nutrizionali del pomodoro.
Contesto storico e geografico della Val Bisenzio
La Val Bisenzio è un'area geografica situata nella parte nord-orientale della provincia di Prato, in Toscana. Essa si estende lungo il corso del fiume Bisenzio, un affluente dell'Arno. La valle è caratterizzata da un paesaggio collinare e montuoso, parte dell'Appennino tosco-emiliano. Storicamente, la zona è stata un importante centro per l'industria tessile, in particolare la lavorazione della lana. La presenza di corsi d'acqua ha favorito lo sviluppo di mulini e opifici fin dal Medioevo.
I comuni di Cantagallo, Vaiano e Vernio rappresentano il cuore della Val Bisenzio. Cantagallo, situato nella parte più alta della valle, è noto per i suoi boschi e per la produzione di castagne. Vaiano, più centrale, ha visto una forte vocazione industriale nel passato. Vernio, infine, è conosciuto per il suo castello e per le tradizioni agricole che ancora resistono. L'altitudine media della zona, compresa tra i 250 e i 500 metri, crea un microclima particolare. Questo clima è favorevole alla coltivazione di determinate specie vegetali, come appunto il pomodoro 'borsa di montone'.
La riscoperta di varietà autoctone come questa rappresenta un tassello fondamentale per la conservazione della biodiversità agricola italiana. L'Italia vanta un patrimonio di cultivar tradizionali immenso, molte delle quali rischiano di scomparire a causa della standardizzazione delle produzioni agricole moderne. Presidi come questo non solo salvaguardano un prodotto, ma anche la storia, la cultura e le tradizioni legate al suo territorio.
Slow Food e la tutela delle biodiversità
Slow Food è un'organizzazione internazionale che promuove un'alimentazione buona, pulita e giusta. Fondata nel 1986, si è diffusa in oltre 160 paesi nel mondo. L'associazione si impegna a difendere la biodiversità alimentare, a educare i sensi e a proteggere le culture e le tradizioni alimentari locali. I Presìdi Slow Food sono progetti concreti che mirano a sostenere le piccole produzioni tradizionali a rischio di estinzione. Essi garantiscono che prodotti unici, legati a territori e saperi specifici, possano continuare a esistere e a essere conosciuti.
Il pomodoro 'borsa di montone' rientra perfettamente in questa filosofia. La sua coltivazione, legata a un sapere contadino tramandato oralmente, e il suo sapore distintivo lo rendono un candidato ideale per un Presidio. L'obiettivo è quello di creare una filiera corta e sostenibile. Questo permette ai produttori di ottenere un giusto compenso per il loro lavoro. Allo stesso tempo, i consumatori hanno accesso a prodotti di alta qualità, con una storia e un legame con il territorio.
La collaborazione con le università, come avvenuto con l'Università di Pisa e l'Università di Firenze, è fondamentale. Essa permette di validare scientificamente le qualità del prodotto e di migliorarne le tecniche di coltivazione e conservazione. Questo approccio integrato tra tradizione e innovazione scientifica è la chiave per il successo di iniziative come questa. La valorizzazione turistica della val Bisenzio, menzionata da Andrea Marescotti, è un ulteriore beneficio. Essa può contribuire a creare nuove opportunità economiche per la comunità locale, legate all'agricoltura di qualità e all'enogastronomia.