La stazione dei Carabinieri di Cannobio è stata dedicata ad Angelo Spagnulo, un militare valoroso deceduto nel 2005. Il suo sacrificio, avvenuto durante un tentativo di rapina, è ora ricordato con questa importante intitolazione.
Intitolazione stazione carabinieri a Cannobio
La stazione dei Carabinieri situata a Cannobio, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, ha ricevuto una nuova intitolazione. La struttura è stata dedicata alla memoria di Angelo Spagnulo. Egli era un carabiniere scelto che perse la vita il 24 settembre 2005.
Il tragico evento si verificò a Monteiasi, nel tarantino. Spagnulo si trovava disarmato e fuori servizio. Aveva solo 25 anni al momento del decesso. Un infortunio a una gamba non gli impedì di intervenire.
Il giovane militare si frappose tra un malvivente e una donna. Il criminale stava minacciando la giovane. Il suo coraggio gli costò la vita, ma salvò la donna. Per questo atto eroico, Spagnulo ricevette postuma la medaglia d'oro al valor civile.
Cerimonia e autorità presenti
La cerimonia di intitolazione si è svolta con la partecipazione di numerose autorità. Erano presenti il prefetto del Vco, Matilde Pirrera. Anche il comandante interregionale carabinieri "Pastrengo", generale di corpo d'armata Riccardo Galletta, ha partecipato.
Presenti inoltre il comandante della legione carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta, generale di divisione Roberto Paterna. Non mancava il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Loris Baldassarre. Il sindaco di Cannobio, Gianmaria Minazzi, ha portato il saluto della città.
Hanno preso parte anche i familiari di Angelo Spagnulo. La madre, Nunzia Sergio, era accompagnata dai fratelli Alessandro e Francesco, e dalla sorella Camilla. Le note della Fanfara del terzo reggimento carabinieri "Lombardia" hanno scandito la solenne celebrazione.
Il significato del gesto di Spagnulo
Il generale Paterna ha sottolineato l'importanza dell'evento. «Siamo qui soprattutto per dare a tutti i militari, presenti e futuri, un modello da seguire nel servizio quotidiano», ha affermato.
Ha aggiunto che Spagnulo rappresenta un riferimento. Un esempio che possa ispirare, alleggerire le ansie e la fragilità inerenti a questo mestiere. «Nessuno baratterebbe la propria vita soltanto per vedere il proprio nome inciso su una targa», ha proseguito il generale.
«La grandezza e la poesia del gesto di Angelo stanno nella certezza che, con il proprio coraggio, ha dato un contributo concreto per rendere questo mondo un posto migliore e più sicuro», ha concluso Paterna, evidenziando l'eredità morale del giovane carabiniere.