Cultura

Agrume raro da Cannero a Roma: il Canarone nella Biblioteca degli agrumi

16 marzo 2026, 17:45 2 min di lettura
Agrume raro da Cannero a Roma: il Canarone nella Biblioteca degli agrumi Immagine da Wikimedia Commons Cannero riviera
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Nuovo innesto nella collezione romana

Un esemplare di Canarone, un antico agrume originario di Cannero Riviera, sul Lago Maggiore, è stato recentemente accolto nella prestigiosa Biblioteca degli agrumi situata a Roma. La cerimonia di messa a dimora si è tenuta lo scorso sabato 14 marzo, segnando un importante passo per la conservazione di questa varietà unica.

L'iniziativa è stata promossa dalla Condotta Slow Food Verbano e Cusio, con il patrocinio dell'amministrazione comunale di Cannero Riviera. L'obiettivo è preservare e valorizzare questo particolare ibrido, frutto dell'incrocio tra limone e cedro.

Il Canarone: un tesoro della biodiversità

Il Canarone di Cannero Riviera è un agrume di nicchia, la cui coltivazione è limitata a poche decine di esemplari nell'area di origine, sull'alto Lago Maggiore. La produzione annua si attesta a pochi quintali, rendendo questo frutto un vero e proprio tesoro della biodiversità locale.

L'inserimento nell'Arca del Gusto di Slow Food testimonia il valore storico e gastronomico di questo agrume, che ora trova una nuova casa nella capitale, arricchendo la collezione della Biblioteca degli agrumi.

La Biblioteca degli agrumi: un progetto di conservazione

La Biblioteca degli agrumi, ospitata presso il Casale dei Cedrati a Villa Doria Pamphilj, è un progetto ambizioso nato dalla collaborazione tra Slow Food Italia, Slow Food Roma Testaccio Ostiense Trastevere e il Casale dei Cedrati stesso. Il suo scopo è creare una collezione vivente di agrumi rari e tradizionali, provenienti dai Presìdi e dall'Arca del Gusto promossi da Slow Food.

Oltre al neo arrivato Canarone, la biblioteca custodisce già varietà preziose come il Chinotto di Savona, la Pompia di Siniscola, il Bergamotto di Calabria e l'Arancia Belladonna di San Giuseppe, contribuendo a salvaguardare un patrimonio agricolo e culturale di inestimabile valore.

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