La decisione sul rinvio a giudizio dei sette indagati per la morte del medico Francesco Maniaci, deceduto a seguito del crollo di un albero sull'A20, è stata nuovamente posticipata. L'udienza preliminare si terrà tra meno di due mesi.
Udienza preliminare per incidente mortale sull'A20
La procura di Patti ha richiesto il rinvio a giudizio per sette persone. L'ipotesi di reato è concorso colposo in omicidio stradale. Il giudice di Termini Imerese, Gregorio Balsamo, deve decidere se accogliere la richiesta o archiviare il caso. L'udienza si è svolta il 18 maggio, giorno del compleanno della vittima. L'esito è atteso tra meno di due mesi.
Il tragico evento risale al 9 ottobre 2023. L'auto del dottor Francesco Maniaci si schiantò contro un albero. Questo era caduto sulla carreggiata dell'autostrada A20, la Messina-Palermo. L'incidente avvenne nei pressi di Campofelice di Roccella. Maniaci, residente a Sant'Agata di Militello, si stava recando a Trapani per impegni professionali. La sua vita si è interrotta bruscamente.
Indagati e parti civili nel processo
I sette indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, della manutenzione delle aree autostradali. Non chiederanno riti alternativi. Attendono la decisione del giudice. La famiglia Maniaci è rappresentata dall'avvocato Massimiliano Fabio. I parenti del medico sono stati ammessi come parti civili. Lo stesso vale per il Codacons. L'associazione ha spesso denunciato la scarsa sicurezza delle autostrade siciliane.
È stata citata per responsabilità civile anche il Consorzio Autostrade Siciliane (Cas). La difesa degli indagati ha invece puntato il dito contro le ditte incaricate della manutenzione del verde. Queste aziende avrebbero avuto la responsabilità della cura degli alberi lungo il tratto autostradale. Le indagini mirano a chiarire l'intera catena di responsabilità.
Manutenzione alberi e polemiche a Messina
Dopo l'incidente, il Cas ha avviato un'ispezione approfondita. Sono stati controllati gli alberi lungo le autostrade A20 e A18. Particolare attenzione è stata posta alle zone vicine agli svincoli. Diversi alberi sono risultati pericolanti. Erano a rischio crollo e destinati all'abbattimento. Questo processo di rimozione è iniziato nel giugno 2024.
A quasi due anni dalla tragedia, il Consorzio ha proceduto all'abbattimento di decine di alberi. Questa decisione ha scatenato reazioni negative. Ambientalisti e politici hanno espresso il loro disappunto. Il consigliere della terza circoscrizione di Messina, Alessandro Geraci, ha chiesto al Comune di acquisire alcune aree. Si tratta di zone vicino allo svincolo di Messina Centro. Qui sono stati recentemente rimossi alberi con radici che danneggiavano l'asfalto.
Geraci ha dichiarato: «Ho chiesto al comune di Messina di acquisire le aree oggetto dell’intervento. Vogliamo procedere alla messa a dimora di nuove essenze arboree, non invasive. Queste entreranno nel patrimonio arboreo comunale». Ha aggiunto la richiesta di abbellire gli spazi. L'obiettivo è anche migliorare la situazione dei parcheggi, vista la vicinanza degli uffici postali. «Lo svincolo di Messina centro è il biglietto da visita per molti turisti», ha sottolineato Geraci. Un'area curata trasmette un'immagine positiva della città.
Il Consorzio sembra favorevole alla cessione delle aree. Ora la palla passa ai dipartimenti comunali competenti. Saranno loro a valutare la fattibilità e la programmazione futura degli interventi. La questione della sicurezza stradale e della gestione del verde pubblico rimane centrale.
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